Ines Musumeci Greco
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You got to burn to shine

Ha inaugurato il 4 febbraio You Got to Burn to Shine, una collettiva d’arte contemporanea a cura di Teresa Macrì presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna. È una mostra realmente contemporanea, come già s’intuisce dal titolo, che cita una famosa raccolta di poesie di John Giorno: un viaggio sperimentale che scuote, che ci comunica qualcosa “smuovendo”.

Ogni opera va in qualche modo ascoltata: trame e immagini diverse accompagnano in una narrazione visiva e sonora che richiama costantemente l’attenzione. Il percorso della mostra snocciola un pensiero sull’identità dell’individuo nel mondo contemporaneo: un’interpretazione estetica di quest’epoca, in cui viviamo come se bruciassimo noi stessi (o qualcosa) per purificarci.

La collettiva si presenta con una veste leggera, pulp e ben calibrata. Dial-A-Poem (un telefono con cui ascoltare oltre 200 poesie in loop) e i Poem print del ciclo di God’s Man Made di Giorno ne sono un esempio perfetto. Tutto ha ritmo, un ritmo martellante e insieme sfuggente, come quello del rap che – secondo la curatrice – rappresenta bene il nostro momento storico.

Ed è rap, per così dire, anche la politica, italiana ed estera. L’opera di Francis Alys, Silencio, è un atto politico contro il silenzio stampa degli Stati Uniti alla vigilia del bombardamento di Baghdad nel 2003: politico, ma pop. Luca Guadagnino, in un’inedita veste d’artista, presenta un’opera ammaliante, spirituale: una specie di moderno altare devozionale, ma minimale, con forme che si ripetono e con materiali potenti.

Con leggerezza e ironia, invece, altri artisti raccontano l’interconnessione tra cultura e potere, tra “cultura alta” e “cultura popolare” (Jeremy Deller, Mike Kelley), o trattano i paradossi sociali ed ecologici della nostra epoca (Domenico Mangano e Marieke van Rooy). CeMento di Elena Bellantoni ci parla di fiction attraverso una serie di giocattoli da spiaggia realizzati in cemento: tutto sembra qualcosa ma rimanda a qualcos’altro.

E il video-reportage di Bertille Bak, è una narrazione secca, senza retorica. You Got to Burn to Shine offre una panoramica contemporanea su cui fermarsi e riflettere: un grande pensiero dissacratorio e dal sapore pulp, da visitare anche per avere l’occasione di trascorrere un pomeriggio in uno tra i più bei musei della città, a due passi da Villa Borghese.

You Got to Burn to Shine, 4 febbraio – 7 aprile 2019 LA GALLERIA NAZIONALE D’ARTE MODERNA

Artisti in mostra: Francis Alÿs, Bertille Bak, Elena Bellantoni, Jeremy Deller, Roberto Fassone, John Giorno, Luca Guadagnino, Mike Kelley, Krištof Kintera, Domenico Mangano & Marieke van Rooy, Fiamma Montezemolo, Luca Vitone, Sislej Xhafa.

 

Ines Musumeci Greco

Collezionista d’arte contemporanea, mecenate, ma soprattutto visionaria. Una donna che, in vent’anni, ha saputo trasformare la sua casa nel più importante salotto d’artista italiano. Con la passione e la determinazione che solo chi ha una missione nella vita riesce a perseguire, Ines definisce il suo progetto e il suo coinvolgimento come una lunga, continua gestazione: “Ho cercato la bellezza sempre e con forza, e ho dedicato la mia vita nel sostenere il lavoro degli artisti, perché è quando le loro opere vengono al mondo e nel mondo navigano che prende corpo quella vitalità che rende potente la vita”. Nella sua home gallery, dentro il seicentesco Palazzo Bennicelli del Borromini, si possono ammirare le opere di artisti del calibro di Marina Abramovic, Mario Schifano, Alighiero Boetti, Pascale Marthine Tayou, Chen Zhen, e altri.

 

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