Gisella Fuochi
3 minuti

“Vino d’Arte”: Bruma d’Autunno 2009

Andare ad una degustazione della quale si conosce solo il nome del produttore, volutamente non ci si documenta, e tornare a casa con la certezza di aver assaggiato un’altro pezzo importante di questo mondo di viti e bottiglie, é dare un senso a questa passione.

Paolo Ghislandi é il proprietario di questa azienda che si chiama Cascina I Carpini ed é proprio lui che mi ha entusiasmato con quel suo raccontare in maniera ironica e profonda del perché é arrivato lí, tra i Colli Tortonesi, a Pozzol Groppo, in provincia d’Alessandria. È partito da lontano, dalla scelta di vita e dalla filosofia con quale ha voluto affrontare questa sfida. Ha parlato dei dettami dell’olistica e sentendolo, sembrava la scelta più naturale che si potesse fare, dove tutto deve tornare nell’armonia di un eco sistema, soprattutto dopo lo scasso e il relativo impianto per i quali tutto era stato alterato. Per questo gli insetti, i piccoli o grandi animali hanno dovuto approvare quella nuova realtà, senza però sentirsi esclusi, ma anzi parte attiva, per rendere quella vigna e il suo futuro vino il più naturale possibile. Esattamente come l’inerbimento, lasciato al caso. Lo so che adesso, quando si parla di questo, molti si offendono, come se “il prima” non lo fosse. Ma la pervicacia con la quale si insiste su questo termine, è perché la mentalità stessa dei produttori ha riportato la cultura della terra al centro dell’attenzione.

La premessa di tutto ciò é perché uno dei suoi vini, mi ha colpito particolarmente: “Bruma d’Autunno” Barbera Colli Tortonesi DOC. Innanzitutto la storia. Il contadino Riccardo, poco più in là che possedeva questa vigna dal 1926 e che, come la ragione assoluto della vita, diventava quasi impossibile separarsene. L’unico argomento possibile per convincerlo a cedere, era cercare di trasmettere lo stesso desiderio di continuità e rispetto che lo aveva portata a tenere quell’ appezzamento per un tempo così lungo. Spiegargli che ne avrebbe fatto un “Vino d’Arte” oltre che d’amore. Perché uno dei sogni di Paolo era ed é fare dei vini che nel tempo si considerino tali, rispettando la tecnica e la naturalità e dove il tempo dia valore a tutto questo.

Sì, nel bicchiere c’è tutto questo. Una serie di profumi che ti portano lontano, che raccontano quel posto. Gli aromi balsamici che più di tutti danno l’eleganza che magari, non ti aspetti. Invece è tutto un rincorrersi di note di frutti rossi, spezie, cacao esattamente come all’assaggio, dove davvero la finezza raggiunge il suo apice. Poche volte ho sentito dei Barbera così inebrianti, tanto da non voler smettere di trovare in quel sorso tutte le sfumature che il cassetto della memoria può raccontare. Un invecchiamento come fosse un Brunello o un Nebbiolo poteva sembrare un utopia, invece è un regalo che stimola la curiosità e la conoscenza.

La gioia di vedere tutti sorpresi da questa degustazione, rende merito a questo produttore che sin da subito a voluto essere certificato, tra le tante, per Green Care e dove anche le pratiche in cantina, partono dalla assenza totale di chimica. La non filtrazione del vino, i lieviti indigeni sono per lui e per tutte le sue etichette, uno dei suoi comandamenti. D’ora in poi, ogni volta che vedrò un Barbera, lo guarderò con tutto il rispetto possibile, perché, come noi, con il tempo diventiamo unici.

Per acquisti: info@cascinacarpini.it

 

Gisella Fuochi

 

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