Filippo Bartolotta
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Un nuovo Franciacorta: Berlucchi ’61 Nature Blanc de Blancs 2012

La Franciacorta è il simbolo dei vini spumanti di qualità in Italia. È una zona recentissima, nata soltanto nel ’56 proprio grazie all’incontro di Guido Berlucchi con il mitico enologo Franco Ziliani. Nel giro di qualche anno l’idea di fare un vino spumante simile allo Champagne diventò realtà e, dopo qualche tentativo, nel 1961 a Palazzo Lana, nasce la prima bottiglia di Franciacorta.

Oggi ci sono quasi 3000 ettari vitati di questa denominazione che deve il suo successo ai suoli morenici, al clima fresco della Valcamonica, all’influsso mitigante del lago d’Iseo e alle uve di Chardonnay che compongono la struttura del vino, talvolta assemblato anche con uve di Pinot Nero e/o Pinot Bianco.

La Guido Berlucchi, azienda di riferimento della Franciacorta e del Metodo Classico Italiano di qualità, merita attenzione non solo per aver fatto nascere una denominazione da zero ma soprattutto perché in questi ultimi anni stiamo assaggiando vini sempre più interessanti come il loro ultimo arrivato, il “Berlucchi ’61 Nature Blanc de Blancs 2012”.

Questo vino appartiene alla categoria degli spumanti millesimati, non dosati e provenienti dai vigneti di proprietà più vocati. La maggior parte dei vini spumante in commercio è il risultato dell’assemblaggio di vini di annate diverse provenienti da vigneti diversi cui si aggiunge il “liquor de dosage” (cioè una piccola parte di vino creato apposta con una quantità di residuo zuccherino variabile a seconda dello stile), al fine di produrre un prodotto che anno dopo anno riesca a mantenere una certa omogeneità aldilà dell’andamento delle annate. In questo caso invece si presenta un vino che è il figlio di un millesimo specifico, il “2012”, senza dosaggio alcuno, “Nature”, e vinificato solo con uve a bacca bianca (qui Chardonnay 100%), Blanc de Blancs.

Il Berlucchi ’61 Nature Blanc de Blancs 2012 rappresenta la più pura espressione dello Chardonnay del territorio di Franciacorta che, ottenuto interamente dalla porzione centrale di una singola vigna, gode di straordinaria rotondità ed equilibrio, grazie alla particolare esposizione a cui questo vigneto deve il suo nome “Arzelle”, che nel dialetto locale significa arso dal sole.

Le uve vengono raccolte a mano. La spremitura, soffice e progressiva dei grappoli, precede la fermentazione alcolica svolta in tini d’acciaio. Poi il vino viene affinato in barrique di rovere, dove matura per 6 mesi a contatto con i lieviti. In seguito i vari lotti vengono assemblati in un vino soltanto, cuvée. Successivamente viene imbottigliato per consentire la seconda rifermentazione per la conseguente presa di spuma e affinamento con i suoi lieviti per almeno cinque anni e ulteriori sei mesi dopo la “sboccatura”, cioè l’eliminazione dei sedimenti e dei preziosi lieviti per ottenere così un vino limpido.

Queste caratteristiche conferiscono al vino struttura, sapidità e finezza supportata da una buona ed equilibrata acidità e da una bollicina fine e persistente. I profumi sono quelli delle susine mature, dei fiori di tiglio con un’aggiunta di note terziarie di nocciole caramellate.

 

Filippo Bartolotta

Filippo Bartolotta è un docente, uno scrittore ma soprattutto uno dei più noti storyteller del vino del pianeta, tanto che Obama, nel suo viaggio in Italia, lo ha scelto come Maestro di cantina. Una passione che Filippo coltiva fin dalla sua giovinezza, quando si laurea in Economia all’Università di Firenze con una tesi sulla comunicazione del vino e poi ottiene un diploma di marketing internazionale in Olanda, proprio per cominciare la sua attività a Vinopolis, il più grande museo del vino al mondo. Tra una degustazione e un’altra passa l’esame al Wine and Spirit Education Trust e comincia a scrivere per Decanter Magazine. Dal 2003 tiene moduli formativi sulla comunicazione, l’analisi sensoriale, la storia e l’antropologia del vino e sul marketing territoriale per l’Università di Siena e per Giunti Accademy. Con il progetto “I Capolavori dei Sensi” nel 2009 porta l’Italia del vino alla National Gallery di Londra e al Parlamento Francese. Dal 2010 svolge un Road Show “The Amazing Italian Wine Journey” che lo porta ogni anno, tra le altri sedi, nelle cucine della Casa Bianca e nelle sale del Metropolitan Museum di New York. Negli stati Uniti diventa sommelier di fiducia di star come Dustin Hoffman, Emma Thompson, John Malkovich, Steven Colbert di The Late Show, Jessica Alba, Bryan Adams ed Eminem, e nel maggio del 2017 balza alla cronaca per aver intrattenuto i coniugi Obama in Toscana in una degustazione in abbinamento con i piatti dello Chef n.1 al mondo Massimo Bottura dell’Osteria Francescana. Intanto, la sua scuola di cucina e vino MaMa Florence, a Firenze, continua instancabilmente la sua ascesa planetaria.

 

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