Gisella Fuochi
3 minuti

Un greco nel Collio: Paraschos

Merlot “Skala” 2009 Special Vintage. Paraschos è un nome greco a San Floriano del Collio in provincia di Gorizia. Caso fortuito o riferimento per un mondo vinicolo in pieno fermento? Dopo aver bevuto i suoi vini, sicuramente la seconda ipotesi.

Giorni fa sono, insieme ad una amica, nonché profonda esperta di questo mondo pieno di bottiglie, siamo andate a trovarlo sino alla sua cantina. Territorio particolare, duro, pieno di boschi, con addosso una storia fatta di guerre e passaggi storici che hanno lasciato il segno. Alexis Paraschos, proprietario ed enologo, ha un modo di parlare, lento e misurato, dove le parole sono frutto della conoscenza non solo del suo lavoro, ma di quello che lo circonda. Dalla terrazza panoramica del piccolo paese, ci ha inquadrato il paesaggio partendo dagli eventi storici legati alla Prima Guerra Mondiale per arrivare ai vigneti suoi e di altri produttori di molto rilevanti ubicati in questa zona, come Gravner e Radikon.

Ci ha spiegato che il Collio Goriziano è una lingua circondata dal confine sloveno, dove il vento che arriva davvero forte dall’est è si violento, ma protegge e asciuga le vigne, che sono piccole oasi nei boschi. Vedere una delle vigne ascoltandolo, mi ha fatto capire quanta forza devono avere le radici per scavare in questa terra che è composta dalla marna, una roccia sedimentaria che si sbriciola via via. Oppure quanto tempo ci vuole a riportare all’inerbimento, un terreno che sia stato lavorato con diserbanti e chimica. È impagabile bere un vino dopo averne visto e compreso da dove è venuto.

Così quando siamo arrivati alla cantina vera e propria ero sicuramente piu pronta alla degustazione. I suoi bianchi sono per gli appassionati e non solo, un gioiello d’architettura naturale. Siamo passati dalla malvasia alla ribolla e almeno con l’ultima ci ho fatto pace. Non sono assaggi comuni, sono sensazioni tattili che ti lasciano pensare a come quel territorio e quell’uva possano trasformarsi in opere da ammirare. Lo so che il vino è una bevanda, ma in certi casi diventa un totem sul quale porre la differenza tra prima e adesso.

Alexis mi ha dato la sensazione del ricercatore, di quello per cui il punto d’arrivo è sempre quello dal quale partiamo adesso. Come, per esempio, dal 2003 la vinificazione senza aggiungere solfiti. Gli otto ettari di proprietà sono nella parte bassa dell’azienda in quelle botti esauste, un non finire d’assaggi. Tra prove, di cui una di pinot nero e grigio indimenticabile e certezze, siamo arrivati di fronte ad una con scritto “Skala”. Assaggiamo, anzi degustiamo, un merlot, fatto da piante che hanno fino a 90 anni. Anche questa tipologia non è proprio tra quelle da me amata, ma il bello della vita è ricredersi. E qui quasi quasi non ci credevo. Non ha ancora finito i suoi 60 mesi sui lieviti, ma è già elegantissimo con tutti i suoi profumi di frutti rossi, un’accenno di cacao e quella interminabile vena speziata e minerale che gli ha donato la terra. Senza parole. Solo infinite domande su come alcune cose si realizzino solo accompagnando gli elemeti a conoscersi. La famiglia Paraschos sono sicura lo abbia capito da tempo. Io sto cominciando adesso.

Per acquisti: info@meteri.it

 

 

Gisella Fuochi

 

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