Eugenia Romanelli
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The roaring twenties, I ruggenti anni ‘20: Fabrica porta in scena una Roma struggente e poetica

Il percorso di Fabrica di quest’anno all’Accademia Filarmonica romana è un salto nell’emozione pura. Dopo il viaggio per eccellenza, “Il Grand Tour dell’Ottocento”, che vede Roma antica (da cui il nome: Romantica) meta di prestigiosi spettatori quali Dickens, Goethe, Stendhal, Gogol, Henry James e scenario di una città che fa scorrere dentro di sé il tempo passato traducendolo in un presente incerto e in un futuro inesistente, si arriva (venerdi 21 febbraio) a “The roaring twentie. I ruggenti anni ‘20”.

Se la prima serata all’Accademia Filarmonica Romana ha raccontato la Roma di musicisti sensazioniali che, come Mozart per il secolo precedente, vivono nella Città eterna come una ispirazione continua e, da Berlioz a Mendelssohn passando per i canti di Osteria, creano un intreccio tra palazzi e strade che dipinge un acquarello di quel momento straordinario della nostra storia recente, i “ruggenti anni venti” fanno un passo oltre.

Stiamo parlando di anni pieni di contraddizioni, di atroci conflitti e grandiose architetture monumentali, letterarie e musicali, in cui tuttora ci troviamo ad abitare, vivere, su cui ancora ci scopriamo a confrontare. Dal jazz al futurismo, dal superuomo alle atrocità belliche, da Pirandello a Gershwin, il viaggio anche qui è impervio e meraviglioso.

A conclusione del tragitto, l’ultima tappa torna alle origini del racconto: “Mimati” (20 marzo), l’etimologia di mito, di parola, ci riporta ad una dimensione ancestrale in cui tutto è ancora da fondare e nello stesso tempo è già scritto negli elementi: amore, conflitti, viaggio, separazione, assenza si trovano ad essere urgenza per canti e storie e suoni e parole. Torniamo quindi alle radici, all’esigenza prima di creare il sistema, l’ordine, il mondo in cui vivere con una ninna-nanna, un requiem, una metamorfosi, un mito, una parola.

I “Fabricanti” di questi eventi sono musicisti, cantanti e attori che fanno parte del collettivo artistico dell’associazione culturale Fabrica. Nata come cantiere sempre aperto che raccoglie figure provenienti da diversi ambiti lavorativi, formativi, culturali, di età ed esperienze diverse, per far dialogare queste risorse, questi frammenti del sapere, verso la costruzione, la “fabbrica”, di un codice espressivo personale ispirato da una urgenza comunicativa, necessità autentica di divulgazione culturale, Fabrica esordisce nel 2011 con l’omonima rassegna mensile di musica e letteratura in costruzione e sviluppa poi la propria attività ampliando vedute e orizzonti, con la collaborazione di vari esperti, cominciando così ad affiancare alla rassegna un insieme di attività più eterogenee.

L’esperimento di “Architetture e Linguaggi”, percorsi itineranti attraverso il linguaggio architettonico, tra resti archeologici e vicoli di Roma, diventa anch’esso un appuntamento fisso di successo che si affianca a quello partecipatissimo de “Il Circolo di lettura” con le Biblioteche di Roma e al progetto con la Onlus Gianfranco Imperatori sul grande Cinema che deriva dalla letteratura. Merende letterarie al cafè Pirandello e laboratori sulla mitologia classica per bambini sono altre attività di cui Fabrica si compone negli anni. E tra i più recenti, il progetto C’ero una volta, laboratorio di racconto per la terza età sugli anni Sessanta, presentato alla Casina delle Civette e tra poco raccolto in una pubblicazione di Giulio Perrone editore.

“La rassegna “Fabrica. Musica e letteratura in costruzione” – spiega il suo genio e leader, Francesca Caprioli – è un esperimento che individua un concetto, spesso di matrice classica o dall’etimo di una parola corrente, come il fil rouge per disegnare percorsi emozionali sulla suggestione di testi letterari editi ed inediti e di selezioni musicali non strettamente filologiche ma principalmente evocative”.

Info: https://www.happyticket.it/roma/acquista-biglietti/162137-364-3221-roaring-twenties.htm

 

Eugenia Romanelli

Segno zodiacale Pesci, vino preferito Ronco delle Mele, vive a Roma. Irriverente, eccentrica, informale, si ispira al maître à penser Anais Nin. Buddista Nichiren, la sua gioia è l’allenamento costante nell’arte di vivere, e la sua palestra privata sono la sua famiglia e le relazioni multiple e complesse che accendono le sue giornate. Dopo aver diretto la versione italiana della rivista internazionale Time Out, fondato e diretto il magazine Bazarweb.info coedito da Rai Eri e La Stampa, fondato e diretto il primo inserto culturale de Il Fatto Quotidiano "SmarTime", creato il canale Ansa Viaggi, attualmente scrive per Vanity Fair, è blogger per L'Espresso e Il Fatto Quotidiano, ed è autore Treccani. Tra le docenze, a Roma ha insegnato giornalismo, scrittura creativa e new media a La Sapienza, all’Accademia d'Arte Dramatica Silvio D'Amico e alla Luiss Guido carli, fondando il Master in “Nuovi giornalismi e blogging” al Centro Sperimentale di Fotografia Ansel Adams; a Firenze ha insegnato business writing alla Scuola di Scienze Aziendali di Firenze e all'Università di Firenze ha direttore del laboratorio “Advanced Communication” (progetto Nemech); per l’Ordine dei Giornalisti organizza corsi di aggiornalemnto sul tema della privacy. Come Amministratore Unico dell'agenzia di comunicazione ACT!, premiata nel 2005 dalla Regione Lazio come "Migliore impresa creativa", ha vinto il premio DONNAèWEB del Premio Web Italia patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero per l'innovazione e le tecnologie per aver creato il miglior sito dell'anno, per l’ideazione del primo Cultural Brand italiano e per avere fondato la prima galleria d'arte contemporanea digitale italiana. Tra le sue pubblicazioni, saggi e romanzi con Giunti, Rizzoli, DeA, Rai Eri, etc. Nel team TGH è entrata grazie alla passione per i viaggi: anche per lei viaggiare è la forma più profonda di conoscenza della vita e la via più diretta al contatto autentico con le proprie emozioni. Creatrice del TGH Pink Shot, il suo obiettivo segreto è alzare la temperatura emotiva di tutto il progetto.

 

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