Gisella Fuochi
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TGH consiglia Mattacena Lupi, il vino amico

Io penso che gli amici siano la parte migliore di ognuno di noi. Siano quel biglietto da visita che tiriamo fuori al momento opportuno per dire chi siamo. E anche un vino lo può essere.

Mi spiego meglio: ci sono vini unici, difficili da bere e reperire, alcuni adatti solo a certe occasioni o a eventi particolari. Poi c’è lui, l’amico Mattacena della Azienda Agricola Lupi, Poderi del Barano a Vinci. Quello che apri il frigo e ti sorride sornione. Quello che dall’alto del suo colore rosato acceso, ti convince a condividere anche i cibi “single abbandonati” che sono li dentro insieme a lui.

Salsa di noci, un pezzettino di pecorino, avanzo di un’estasiante degustazione, tutto sul pane leggermente tostato. Mattacena entra nel bicchiere e capisci che sei finalmente a casa. Questo rosé con il nome accattivante e pronto a mille significati è un blend dove il Sangiovese è dominante, ma il Canaiolo e il Merlot lo aiutano ad essere un toscano intrigante e fresco.

Mastichi, pensi e guardi quel nome che era legato alle merende improvvisate durante il periodo della mietitura, quando le donne portavano da casa ciò che avevano agli uomini in mezzo ai campi, insieme alla voglia di allegria che la condivisione rendeva spontanea.

Il produttore di questa “allegria alcolica”, che si chiama Giampaolo Lupi, è ancora un contadino con la faccia sempre abbronzata e il sorriso stampato, con quell’amore contagioso per il suo vino tanto da essere travolgente nei suoi racconti di lavoro quoditidiano. Lo so che molti non amano il rosè, ma sfido chiunque non abbia avuto un amico che ha cominciato ad apprezzare solo dopo molto tempo. Io ho fatto così e lui, il Mattacena, è diventato la certezza inamovibile dei miei momenti senza regole, perché pian pian mi ha convinto di essere davvero un rosso travestito.

Questa azienda ha 7 ettari di vigna sul crinale del Montalbano, dove Leonardo Da Vinci è stato bambino, e ha aderito a un progetto di filiera Agriqualità promossa dalla Regione Toscana per ridurre al minimo i prodotti di sintesi e privilegiare l’agricoltura integrata. Vorrei dirvi tutto quello che potreste trovarci al naso e in bocca, ma sono certa che la cosa che lo rappresenta di piu è paragonarlo a quel proverbio mai passato di moda, e chiesto in prestito per l’occasione: chi trova un amico trova un tesoro.

Per acquistare: lupi.azag.libero.it

 

Gisella Fuochi

 

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