Valentina Cuppone
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Teatro Brancaccio: la Divina Commedia diventa musical

Non potrebbe che essere grandioso l’allestimento che dal 2 al 7 aprile al Teatro Brancaccio di Roma racconterà la straordinaria e immaginifica Divina Commedia di Dante. Uno dei più grandi capolavori della letteratura italiana, emblema dell’identità culturale del Bel Paese, tradotto per la scena. Un cast eccezionale, una mescolanza di linguaggi visivi e auditivi per dare vita al dantesco viaggio surreale tra i vizi e le virtù dell’essere umano.

Due atti, due ore e poco più di spettacolo. Ballerini acrobati, uno straordinario impianto scenografico e luministico, proiezioni 3D d’ultima generazione per condurre lo spettatore nell’itinerario ultraterreno di Dante. Un viaggio dentro se stesso, tra ossessioni e dannazioni per conoscere poi “quell’Amor che move il sole e le altre stelle”.

Sulla scena paesaggi aridi e funesti diventano poi boschi dai colori autunnali o fiabeschi, fino a essere investiti da atmosfere luminose e celestiali. Questo cammino sarà puntellato dall’incontro straziante con Francesca da Rimini, dannata per l’eternità, per colpa di un amore talmente forte e coinvolgente che non consente di non essere corrisposto e che ancora la costringe avvinghiata al suo amato, investita da desolanti e violente tempeste. Dante, accompagnato da Virgilio, s’imbatterà nell’immobilità di una foresta mortifera, scoprendo Pier Delle Vigne tra i legni secchi di un arido albero, colpevole di aver usato violenza contro il proprio corpo. Incontrerà il Conte Ugolino, in uno spazio gelido come agghiacciante è il suo tormento.

L’atmosfera in scena si rischiara con il secondo atto, con la scoperta del Purgatorio. Un mondo di passaggio per ritrovare se stessi e concludere il viaggio tra le pieghe delle storture umane. L’apice sarà la rivelazione del Paradiso e l’incontro con l’amata Beatrice e il ritrovamento di quella dritta via perduta all’inizio dell’onirica avventura.

La Divina Commedia Opera Musical è prodotto coraggioso ed eccezionale. Una costruzione drammaturgia imponente per rendere sulla scena lo stile del poema e le sue allucinate visioni attraverso la musica del Maestro Marco Frisina, la regia di Andrea Ortis e un linguaggio scenico che è una miscela di codici per far sentire e vedere, ancora dopo secoli, la voce del multiforme genio creativo di colui che è stato il padre della letteratura italiana. Per conoscere un capitolo importante della cultura italiana, perché, come Dante fa dire a Ulisse, non siamo nati per essere bruti ma per scoprire virtù e conoscenza.

Per info sullo spettacolo visita il sito.

La Divina Commedia Opera Musical, dal 2 al 7 aprile. Teatro Brancaccio, Roma.

 

Valentina Cuppone

Classe 1982, dopo una laurea in Lettere Moderne si è specializzata in Comunicazione della cultura e dello spettacolo con una tesi sull’ibridazione dei linguaggi e sull’intermedialità nello spettacolo MDLSX di Motus, un assolo di Silvia Calderoni, ispirato al premio Pulitzer 2013 Middlesex di Jeffrey Eugenides, sulla costruzione dell’identità. Ha lavorato come supporto al segretario di redazione del “Giornale di Sicilia” scrivendo articoli per il ciclo “Eccellenze di Sicilia”, mirando a valorizzare ciò che di bello e positivo offre e si può costruire nella sua isola. Per coniugare i suoi interessi umanistici con i linguaggi e l’innovazione digitale, ha collaborazione con il quotidiano online ildigitale.it.

 

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