Valentina Cuppone
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Roma: World Press Photo Exhibition 2019 al Palazzo delle Esposizioni

Contest. Mostra. Giornalismo. Show nell’accezione di to show. Etimologicamente, mostrare. E sì, perché quella che è in scena al Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al 26 maggio non è solo una mostra di fotografie, non è stato soltanto, e basterebbe, un concorso tra fotografi. Non è semplicemente l’esposizione del lavoro di grandi fotoreporter. No.

Quello che è possibile andare a vedere nella location romana è un racconto. La narrazione visiva degli eventi principali della nostra epoca. Un racconto che si slega dall’immaginario imposto e che non usa le parole ma le immagini, ponendole come veicoli immediati di conoscenza, trascendendo culture e lingue.

World Press Photo Exhibition 2019 è la storia del miglior giornalismo visivo mondiale. E, come ha dichiarato il managing director della Fondazione World Press Photo Lars Boering, “in un’epoca dominata dalle fake news, il bisogno di immagini e storie veritiere alle quali poter credere non è mai stato così forte“.

Dal 1955, l’olandese World Press Photo Foundation organizza il più importante concorso per premiare fotoreporter e le loro inquadrature. Avvenimenti cruciali, scatti che diventano testimonianze del miglior giornalismo visivo internazionale.

Quest’anno una giuria indipendente ha scelto tra 4.783 operatori provenienti da 129 paesi per un totale di 78.801 immagini. E vincitore è stato lo struggente Crying Girl on the Border di John Moore, il ritratto di una bimba in lacrime mentre la madre viene perquisita da un agente della polizia. Frontiera Messico – Stati Uniti. Un’immagine che non ha bisogno di parole per essere spiegata. Specchio e testimonianza delle contraddizioni di quest’epoca.

Prima assoluta italiana, l’esposizione romana è una sorta di archivio storico fatto di immagini evocative, spiazzanti, impressionati. Brandelli di storia. Un modo sicuramente più immediato ed efficace per imprimere nella mente i fatti della nostra epoca. Provando a non farceli scivolare addosso, girandoci spesso dall’altra parte.

Whorl Press Photo Exhibition 2019, fino al 26 maggio, Palazzo delle Esposizioni, Roma. Per info visita il sito.

Per la foto.

 

Valentina Cuppone

Classe 1982, dopo una laurea in Lettere Moderne si è specializzata in Comunicazione della cultura e dello spettacolo con una tesi sull’ibridazione dei linguaggi e sull’intermedialità nello spettacolo MDLSX di Motus, un assolo di Silvia Calderoni, ispirato al premio Pulitzer 2013 Middlesex di Jeffrey Eugenides, sulla costruzione dell’identità. Ha lavorato come supporto al segretario di redazione del “Giornale di Sicilia” scrivendo articoli per il ciclo “Eccellenze di Sicilia”, mirando a valorizzare ciò che di bello e positivo offre e si può costruire nella sua isola. Per coniugare i suoi interessi umanistici con i linguaggi e l’innovazione digitale, ha collaborazione con il quotidiano online ildigitale.it.

 

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