Vera Risi
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Roma: viva il Pigneto, quartiere bastardo dal sound multietnico

Stretto tra via Casilina e via Prenestina, il Pigneto è un quartiere dove il disordine crea armonia e la confusione diventa estro. È un triangolo di vie tra l’Esquilino e il Prenestino, dove palazzacci a sette piani si alternano a case a due piani che hanno ancora i loro giardini chiusi da cancellate, secondo l’architettura liberty di fine XIX secolo. E tra gli uni e le altre si alternano capannoni e opifici dismessi, testimonianza di una vocazione industriale ormai abbandonata. È un quartiere che sorprende chi ci capita per sbaglio, e seduce chi se lo va a cercare.

Nato intorno ai depositi dei tram cittadini, si snoda in un coacervo di botteghe artigiane, magazzini e case abitate un tempo da ferrovieri, tranvieri e netturbini. Oggi qui vivono studenti, artisti, attivisti di movimenti di sinistra, che si mescolano agli storici abitanti del quartiere che ancora ne popolano le strade con l’orgoglio di chi sa di vivere in un posto speciale. Perché il Pigneto non è un quartiere come tanti. Non a caso qui sono venuti a girare registi come Roberto Rossellini, Pier Paolo Pasolini, Mario Monicelli, Dino Risi, Francesca Archibugi. È un quartiere popolare, ma ai tavolini dei bar non si parla quasi mai di calcio, piuttosto di filosofia o di politica. È un quartiere bastardo, dove si incrociano culture e identità, ma è anche un quartiere cool, pieno di murales, dove i trendsetter vengono a cercare nuove tendenze musicali ed artistiche. Di giorno è una baraonda di colori e voci con il mercato rionale, di notte è una babele di locali di musica dal vivo e pub dove tirare tardi. Ed è proprio tra questi locali che vi portiamo questa settimana, a scoprire la musica che ondeggia tra le strade del Pigneto.

Zazié nel Metro è un vecchio bar di quartiere che conserva la sua atmosfera retrò. Non a caso sotto il nome fa capolino un sottotitolo che è tutto un programma: baretto de quartiere, a ribadire una romanità che è ancora viva e una semplicità che è racchiusa tutta in quella parola, baretto. Qui venerdì 12 potrete godere dell’incantevole voce teatrale e folk di Lucilla Galeazzi, originale interprete di quella musica popolare italiana di cui il nostro territorio è scrigno e fucina. Vecchie tarantelle, lontane ninna nanne, ritmate ballate romanesche, antichi miti cantati su melodie mediterranee formano il ricco repertorio di questa artista fuori dal comune che tra nacchere e tamburelli insinua il suo canto come una serpe ammaliante. Non solo interprete, ma anche cantautrice raffinata, amata in Francia e nel Nord Europa dove alterna concerti a seminari di formazione sul canto popolare.

E ad appena poche centinaia di metri da Zazié nel Metro, al Club 55, andiamo a fare un altro insolito incontro, sabato 13, quello con il quartetto The Ship & The Swell, che ci propone un concerto dalle sonorità poi non troppo lontane da quelle di Lucilla Galeazzi. Anche qui si sorvolano confini, per incontrare antichi suoni folk ispirati dalle montagne e dal mare. Quattro musicisti si esibiscono con banjo, violino, viola e violoncello per volare sui Monti Appalachi e sui Balcani, sulla Louisiana e sui Caraibi. Il suono intenso e brillante del violino, scaldato da quello più cupo e scuro della viola e del violoncello, è alleggerito dalla gaiezza del banjo, ed è spesso accompagnato dalle voci dei musicisti, sussurrate come un vento che sibila tra lo stipite e la porta, oppure declinate come lente cantilene evocanti una lontana New Orleans.

Venerdì 12 aprile, Lucilla Galeazzi – Zazié nel Metro, baretto de quartiere, via Braccio da Montone 88 Roma.

Sabato 13 aprile, The Ship & The Swell – Club 55, via Perugia 12 Roma.

Crediti foto: Davide Costanzo. Info qui.

 

Vera Risi

La laurea in Scienze Politiche con 110 e lode le apre le porte per un Master in Marketing del terziario avanzato presso Unioncamere. Intanto scrive di musica, arte, tendenze e fermenti culturali sulle più prestigiose testate nazionali: D di Repubblica, Glamour, Cosmopolitan, Fit For Fun, Kult, Il Fatto Quotidiano, l'Unità, e la rivista internazionale Time Out. Diventa poi direttore esecutivo del web magazine Bazar, co-edito da La Stampa e Rai Eri. Per l'Università Lumsa è cultore della materia in Strumenti e Strategia della Comunicazione d'Impresa e responsabile dello Student Placement per il Master in Marketing e Organizzazione degli Eventi. Docente a contratto per la cattedra di Teorie e Tecniche del linguaggio giornalistico presso la Luiss, scrive tre saggi sulla comunicazione (Audino Editore e da Rai Eri). E' autrice di un romanzo arrivato finalista al premio letterario Città di Assisi 2013 mentre, per amore dell'arte e della natura, diventa guida turistica e costruisce percorsi inconsueti dei boschi del Lazio e trekking all'insegna dell'esplorazione e dello storytelling.

 

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