Valentina Cuppone
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Renoir: l’umanità dello sguardo. Il Maestro francesce al Palazzo delle Esposizioni

Un’occasione per poter godere di film che hanno fatto la storia della cinematografia internazionale. Un’opportunità per vederli proiettati in 35 mm e in versione originale. Copie provenienti dalle cineteche di tutto il mondo, pellicole restaurate a cui viene ridata la vita per rendere omaggio, a 40 anni dalla scomparsa, a uno dei maestri del cinema contemporaneo. “Jean Reinor e i maestri del realismo poetico” giunge alla sua ultima settimana di programmazione al Palazzo delle Esposizioni, concludendo in bellezza domenica 17 marzo alle 21 con La Grand illusion. Proiettato per la prima volta nel 1937, il film è uno dei migliori esempi di antimilitarismo, espressione di fiducia nei confronti della fratellanza umana al di là delle divisioni di classe, dell’appartenenza politica e nazionale.

Iniziata a febbraio, la rassegna ha visto avvicendarsi alcuni tra i migliori e più amati lungometraggi del regista francese, dal cinema muto ai capolavori degli anni ’30 fino all’esilio americano e al rientro in patria. Preludio a grandi movimenti come il Neorealismo italiano e la Nouvelle Vague francese, le sue opere danno la percezione esatta di quel fermento artistico e culturale che ha caratterizzato la Francia degli anni a ridosso della Seconda Guerra Mondiale. Un periodo che ha visto autori come Carné e Duvivier, anche loro a fianco di Renoir nella rassegna cinematografica per fare respirare l’aria unica e affascinante del realismo poetico francese

Come ha scritto Goffredo Fofi, studioso e critico cinematografico, “Renoir si adatta, si mimetizza. Spera e dispera, sorride e piange, si mescola alla vita dei suoi personaggi con curiosità e affetto sempre, ma sempre con una spiritosa distanza”. Perché i film del secondogenito del grande pittore impressionista hanno una matrice comune, un punto focale sempre presente: la persona, come centro del mondo, come soggetto e oggetto da indagare, osservare e raccontare.

La Grande illusion è un inno, una speranza che non ha tempo, valida decenni fa come ora. Renoir l’ha girata perché è stato pacifista e per lui “un vero pacifista è un francese, un americano, un tedesco autentico. Verrà il giorno in cui gli uomini di buona volontà troveranno un terreno d’intesa”. I film raccontano storie, allegorie e metafore degli eventi. Gettano luci sul passato e aprono scenari futuri, per riflessioni sempre presenti e fuori dal tempo. 

Jean Renoir e i maestri del realismo poetico, fino al 17 marzo al Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 194, Roma. Per info visita il sito.

La Grand illusion, domenica 17 marzo ore 21, Palazzo delle Esposizioni. Per info qui.

 

Valentina Cuppone

Classe 1982, dopo una laurea in Lettere Moderne si è specializzata in Comunicazione della cultura e dello spettacolo con una tesi sull’ibridazione dei linguaggi e sull’intermedialità nello spettacolo MDLSX di Motus, un assolo di Silvia Calderoni, ispirato al premio Pulitzer 2013 Middlesex di Jeffrey Eugenides, sulla costruzione dell’identità. Ha lavorato come supporto al segretario di redazione del “Giornale di Sicilia” scrivendo articoli per il ciclo “Eccellenze di Sicilia”, mirando a valorizzare ciò che di bello e positivo offre e si può costruire nella sua isola. Per coniugare i suoi interessi umanistici con i linguaggi e l’innovazione digitale, ha collaborazione con il quotidiano online ildigitale.it.

 

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