Filippo Bartolotta
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Maremma che vini!

Immaginate il parco naturale dell’Argentario che si tuffa nel blu di un mare ancora incontaminato o se preferite partite dall’Isola del Giglio. Proiettatevi in mezzo alla campagna toscana, tra praterie sconfinate che verso nord-est lasciano il posto alle colline punteggiate dai pini centenari e da qualche viale di cipressi, per poi lasciare spazio a oliveti antichissimi e vigne che si distendono come in una geometria divina. In cima alle colline ci sono poi le cittadine medioevali, come Sorano e Pitigliano che da sole varrebbero il viaggio.

L’idea che questa natura incontaminata, da tanti definita come il Wild West toscano, possa avere anche dei vini che possano magicamente sprigionare i colori, i profumi e il paesaggio maremmano la trovo geniale. La potenza selvaggia di questi luoghi si trasforma in vini generosi, profumati di frutti selvatici, macchia mediterranea e di salmastro.

Tra i vitigni coltivati vige incontrastato il re toscano Sangiovese – da cui nascono Brunello, Nobile, Chianti e Chianti Classico – che qui diviene più morbido e voluminoso. Accanto al Sangiovese troviamo altre varietà autoctone come Ciliegiolo, Canaiolo nero, Alicante, Pugnitello e Aleatico. Tra i bianchi invece il Vermentino è il vitigno più noto ma non mancano esempi molto piacevoli di Trebbiano, Ansonica, Malvasia e Grechetto. 

Ma se è vero che la Maremma è il Wild West, è vero anche che qui siamo in una terra di pionieri (e anche di cowboy, chiamati in zona butteri), che a partire dagli anni ’60 hanno conquistato questi luoghi per produrre vini famosi con varietà internazionali, come il Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah, Viognier Sauvignon, Chardonnay e Petit Verdot. Qualunque sia la scelta, i vitigni si esprimono diversamente anche a seconda dei suoli. Un carattere più vulcanico per quelli prodotti a est del fiume Fiora, più fruttato se coltivati nelle zone marnose dei rilievi collinari tra lo stesso fiume e l’Ombrone. Più potenti quelli dei suoli argillosi nell’Alta Maremma, ma più sapidi se coltivati sui rilievi costieri.

Questi sono solo alcuni esempi che rappresentano la diversità del terroir maremmano. E se vi capita di montare in macchina anche solo per uno o due giorni di avventure toscane, allora sappiate che insieme alle strutture termali, già in uso con i romani, vi potrete imbattere in trattorie dai piatti antichi come l’acquacotta, il ciaffagnone, il caldaro, tanto cinghiale e i mitici tortelli tipici della zona. Nella Maremma DOC avrete anche la possibilità di assaporare i piatti di ristoranti stellati come Bracali (vicino Massa Marittima) e Caino (Montemerano) con due stelle, Il Pellicano a Porto Ercole, la Trattoria di Enrico Bartolini a Castiglione della Pescaia e Silene a Seggiano.

 

Filippo Bartolotta

Filippo Bartolotta è un docente, uno scrittore ma soprattutto uno dei più noti storyteller del vino del pianeta, tanto che Obama, nel suo viaggio in Italia, lo ha scelto come Maestro di cantina. Una passione che Filippo coltiva fin dalla sua giovinezza, quando si laurea in Economia all’Università di Firenze con una tesi sulla comunicazione del vino e poi ottiene un diploma di marketing internazionale in Olanda, proprio per cominciare la sua attività a Vinopolis, il più grande museo del vino al mondo. Tra una degustazione e un’altra passa l’esame al Wine and Spirit Education Trust e comincia a scrivere per Decanter Magazine. Dal 2003 tiene moduli formativi sulla comunicazione, l’analisi sensoriale, la storia e l’antropologia del vino e sul marketing territoriale per l’Università di Siena e per Giunti Accademy. Con il progetto “I Capolavori dei Sensi” nel 2009 porta l’Italia del vino alla National Gallery di Londra e al Parlamento Francese. Dal 2010 svolge un Road Show “The Amazing Italian Wine Journey” che lo porta ogni anno, tra le altri sedi, nelle cucine della Casa Bianca e nelle sale del Metropolitan Museum di New York. Negli stati Uniti diventa sommelier di fiducia di star come Dustin Hoffman, Emma Thompson, John Malkovich, Steven Colbert di The Late Show, Jessica Alba, Bryan Adams ed Eminem, e nel maggio del 2017 balza alla cronaca per aver intrattenuto i coniugi Obama in Toscana in una degustazione in abbinamento con i piatti dello Chef n.1 al mondo Massimo Bottura dell’Osteria Francescana. Intanto, la sua scuola di cucina e vino MaMa Florence, a Firenze, continua instancabilmente la sua ascesa planetaria.

 

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