Eugenia Romanelli
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Lettere romane: due matrone romane interpretate da due uomini mettono in scena un (coltissimo) teatro dell’assurdo

“Lettere romane. Epistolario in terracotta” ha debuttato ieri all’OffOff Theatre di Roma e resterà in scena ancora il 21 e il 22 dicembre. Vale la pena davvero, soprattutto per la raffinatezza del testo, coltissimo eppure ultra-pop, con una trama affabile e digeribilissima, allegra e divertente, seppure ambientata in una storica Roma del V secolo, dove almeno qualche rimasuglio dal liceo è necessario per apprezzare il doppio tono, la filigrana, la sofisticatezza.

Marco Barbieri e Alessandro Fullin interpretano due matrone di mezza età “sorprese alle spalle”. Come ci si aspetta da un poeta come Barbieri (“Gente dell’Anticiclone”, Rebellato 1985, “Scaffali”, Edizioni Periferia 2000) e da un autore di tv, radio e a teatro come Fullin (nel 2007 la sua commedia “Le serve di Goldoni” viene presentata alla Biennale di Venezia), il testo è un carteggio surreale e visionario, letto dagli stessi autori, sempre in scena.

Tutto parte da un antefatto incredibile (e falsissimo): nell’ottobre del 2015, l’archeologa tedesca Helga Kohler ha fortunosamente ritrovato in una campagna di scavo nei dintorni di Tormarancia 18.000 tavolette in chiari caratteri romani. Si tratta dell’unico epistolario giunto fino a noi di due matrone romane che si scrissero per più di vent’anni sul finire del IV secolo. Flavia e Cornelia vivono una Roma e l’altra in un insediamento ancora sconosciuto: Mediolanum.

Il finto carteggio ricostruisce un periodo storico, quello della fine dell’Impero Romano, con evidenti ed esilaranti anacronismi. Nel loro avvincente rapporto episolario Flavia e Cornelia ci parlano di un mondo terrorizzato dalle invasioni barbariche e sorpreso non di meno dal nascente Cristianesimo. Falsi Epigrammi e vere Tragedie, Sibille stanche e Profeti entusiasti, luminosi gladiatori e oscure catacombe: un mondo lontanissimo che diventa assai attuale grazie ad una penna, anzi ad uno stilo, sempre imbevuto di sottile ironia.

Marco Barbieri è nato a Vada in provincia di Livorno nel 1958. Nel 1986 ha partecipato alla Biennale dei Paesi del Mediterraneo per la sezione Letteratura, svoltasi a Salonicco. Ha pubblicato varie raccolte di poesia, oltre alla raccolta di monologhi teatrali “Storie di Animali mai visti”, per Mongolfiera Teatro 1990. Una selezione della raccolta “Scaffali” è stata pubblicata in “5 poeti del Premio Laura Nobile” (Scheiwiller 1995). La sua ultima raccolta di poesie è “Né all’amore, né al dolore”, 2018.

Alessandro Fullin è nato a Trieste nel 1964. Nel 2005 viene conosciuto dal grande pubblico per la sua partecipazione a “Zelig Circus”. Ha pubblicato: “Tuscolana” (Mondadori), “Come fidanzarsi un uomo senza essere una donna” (Mondadori), “Ho molto tempo dopo di te” (Kowalski), “Pomodori sull’orlo di una crisi di nervi” (Cairo), “Panico botanico” (Cairo”), “Giallo Trieste Rosso Capodistria” (Mgs), “Basabanchi” (Mgs). Dalla trilogia di libri in dialetto triestino (“Sissi a Miramar”, “Ritorno a Miramar”, “Oberdan amore mio” editi da Mgs) sono state tratte versioni radiofoniche (Rai, Friuli Venezia Giulia) e teatrali (Teatro La Contrada).

 

 

 

 

 

Eugenia Romanelli

Segno zodiacale Pesci, vino preferito Ronco delle Mele, vive a Roma. Irriverente, eccentrica, informale, si ispira al maître à penser Anais Nin. Buddista Nichiren, la sua gioia è l’allenamento costante nell’arte di vivere, e la sua palestra privata sono la sua famiglia e le relazioni multiple e complesse che accendono le sue giornate. Dopo aver diretto la versione italiana della rivista internazionale Time Out, fondato e diretto il magazine Bazarweb.info coedito da Rai Eri e La Stampa, fondato e diretto il primo inserto culturale de Il Fatto Quotidiano "SmarTime", creato il canale Ansa Viaggi, attualmente scrive per Vanity Fair, è blogger per L'Espresso e Il Fatto Quotidiano, ed è autore Treccani. Tra le docenze, a Roma ha insegnato giornalismo, scrittura creativa e new media a La Sapienza, all’Accademia d'Arte Dramatica Silvio D'Amico e alla Luiss Guido carli, fondando il Master in “Nuovi giornalismi e blogging” al Centro Sperimentale di Fotografia Ansel Adams; a Firenze ha insegnato business writing alla Scuola di Scienze Aziendali di Firenze e all'Università di Firenze ha direttore del laboratorio “Advanced Communication” (progetto Nemech); per l’Ordine dei Giornalisti organizza corsi di aggiornalemnto sul tema della privacy. Come Amministratore Unico dell'agenzia di comunicazione ACT!, premiata nel 2005 dalla Regione Lazio come "Migliore impresa creativa", ha vinto il premio DONNAèWEB del Premio Web Italia patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero per l'innovazione e le tecnologie per aver creato il miglior sito dell'anno, per l’ideazione del primo Cultural Brand italiano e per avere fondato la prima galleria d'arte contemporanea digitale italiana. Tra le sue pubblicazioni, saggi e romanzi con Giunti, Rizzoli, DeA, Rai Eri, etc. Nel team TGH è entrata grazie alla passione per i viaggi: anche per lei viaggiare è la forma più profonda di conoscenza della vita e la via più diretta al contatto autentico con le proprie emozioni. Creatrice del TGH Pink Shot, il suo obiettivo segreto è alzare la temperatura emotiva di tutto il progetto.

 

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