Filippo Bartolotta
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Le eccellenze del vino al Vinitaly di Verona

Con quasi 5000 espositori dislocati su 100.000 metri quadrati e visitata ogni anno per quattro giorni consecutivi da circa 130.000 visitatori provenienti da oltre 130 paesi, Vinitaly è forse la fiera del vino più importante al mondo. Ogni giorno circa 400 sono gli eventi, tra conferenze e degustazioni, alla portata di esperti, professionisti e appassionati che si avvicinano al vino per la prima volta. Dal 7 al 10 aprileVerona diventa infatti il palcoscenico di degustazioni memorabili guidate da esperti di caratura internazionale che presenteranno vini che hanno fatto e stanno facendo la storia dell’enologia mondiale.

Potrete prendere parte ad assaggi verticali in cui si assaporerà uno stesso vino in annate differenti per scoprirne il dna e il suo potenziale d’invecchiamento. Potrete gustare alcuni grandi vini italiani comparati in disfide con altri grandi internazionali o semplicemente fermarvi negli stand di un consorzio per conoscere e degustare tutta la produzione. Oppure sedervi con il vostro produttore preferito per scoprire le sue nuove annate. Tutta l’Italia è rappresentata con le sue 20 regioni, oltre 400 vitigni e più di 400 denominazioni. Una sorta di paradiso per gli appassionati del vino che possono trovare tutta la produzione enoica italiana senza muoversi da Verona.

Tra le degustazioni ufficiali del Vinitaly, Ian D’Agata guiderà, in collaborazione con l’Associazione Italiana Donne del Vino, l’evento dall’evocativo titolo i vini rivoluzionari di giovani produttrici. Il grande enologo Riccardo Cotarella presenterà i sette vini che hanno fatto grandi i loro territori. Si scoprirà l’Amarone della Valpolicella, con una serie di eventi organizzati dal Consorzio per promuovere la scuola internazionale Valpolicella Education Program e anche con alcuni eventi che celebreranno i 10 anni delle Famiglie Storiche. E poi, approfondimenti sul Vino Nobile di Montepulciano, sul Morellino di Scansano e sul Cirò organizzati dai rispettivi consorzi. La Fisar (Federazione Italiana Sommelier) presenterà assaggi dedicati ai rosé d’Italia e, da non perdere, una degustazione che dimostrerà la longevità straordinaria del Verdicchio dei Castelli di Jesi e di Matelica. Nell’International Wine Pavilion si potranno invece gustare i vini e conoscere i produttori di oltre 35 paesi con una dose massiccia di Francia, Spagna, Australia, Ungheria e Croazia.

Se ancora non fosse abbastanza, Vinitaly and the City è il nome dell’insieme degli eventi che si tengono fuori dalla fiera. Verona, dal 5 all’8 di aprile, diventa una città del mondo, una sorta di città dei balocchi per gli appassionati di vino. Quattro giorni di degustazioni, abbinamenti insoliti, aperitivi, e feste in luoghi straordinari come l’Arsenale, il Cortile del Mercato Vecchio, Piazza San Zeno, Palazzo Carli e molti altri siti che l’hanno resa una delle poche città al mondo Patrimonio dell’Unesco. Ma Vinitaly & the City coinvolge anche alcune località meno note come Bardolino, Valeggio sul Mincio e Soave, la cui visita varrebbe comunque un viaggio.

Sabato 6, durante la manifestazione OperaWine, si potranno anche assaggiare i 100 migliori vini italiani secondo la prestigiosa rivista Wine Spectator. Inoltre, dal 2013 ha aperto Vinitaly International, un progetto lanciato da Verona Fiere per promuovere l’eccellenza made in Italy in tutto il mondo, attraverso un programma di formazione per la nomina di veri e propri ambasciatori del vino italiano.

Insomma se non l’avete mai fatto, prima o poi vi tocca provare l’ebbrezza di una fiera che, nata nel 1967, arriva quest’anno alla sua 53esima edizione.

Se decidete di fare un salto, fatemi uno squillo o venite a trovarmi a una delle mie Master Class: sull’Amarone domenica 7 alle ore, 15:00 e/o quella sul Morellino lunedì 8 alle 15:00!

Vinitaly, dal 7 al 10 aprile, Verona.

 

Filippo Bartolotta

Filippo Bartolotta è un docente, uno scrittore ma soprattutto uno dei più noti storyteller del vino del pianeta, tanto che Obama, nel suo viaggio in Italia, lo ha scelto come Maestro di cantina. Una passione che Filippo coltiva fin dalla sua giovinezza, quando si laurea in Economia all’Università di Firenze con una tesi sulla comunicazione del vino e poi ottiene un diploma di marketing internazionale in Olanda, proprio per cominciare la sua attività a Vinopolis, il più grande museo del vino al mondo. Tra una degustazione e un’altra passa l’esame al Wine and Spirit Education Trust e comincia a scrivere per Decanter Magazine. Dal 2003 tiene moduli formativi sulla comunicazione, l’analisi sensoriale, la storia e l’antropologia del vino e sul marketing territoriale per l’Università di Siena e per Giunti Accademy. Con il progetto “I Capolavori dei Sensi” nel 2009 porta l’Italia del vino alla National Gallery di Londra e al Parlamento Francese. Dal 2010 svolge un Road Show “The Amazing Italian Wine Journey” che lo porta ogni anno, tra le altri sedi, nelle cucine della Casa Bianca e nelle sale del Metropolitan Museum di New York. Negli stati Uniti diventa sommelier di fiducia di star come Dustin Hoffman, Emma Thompson, John Malkovich, Steven Colbert di The Late Show, Jessica Alba, Bryan Adams ed Eminem, e nel maggio del 2017 balza alla cronaca per aver intrattenuto i coniugi Obama in Toscana in una degustazione in abbinamento con i piatti dello Chef n.1 al mondo Massimo Bottura dell’Osteria Francescana. Intanto, la sua scuola di cucina e vino MaMa Florence, a Firenze, continua instancabilmente la sua ascesa planetaria.

 

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