Gisella Fuochi
2 minuti

Il vino della settimana secondo The Grand House

Descrivere di vino è sempre difficile, non tanto per la conoscenza, ma per la libertà che ognuno deve avere del proprio palato. Per questo mi piace, indipendentemente dal gusto, conoscere la storia della cantina. Ho bevuto questo champagne per il compleanno di un’amica altrettanto appassionata e  sono rimasta folgorata. 

Ne avevo solo sentito parlare, ma non avevo mai sentito i suoi profumi in un bicchiere. Due minuti di silenzio, guardando il perlage, lasciando andare la memoria per ricondurre gli odori  a un immagine: ribes, pesca, uvetta, le note tostate, quell’idea di brioche, l’idea dei sassi che accompagna tutto. A volte, di fronte a certi vini, passerei momenti lunghissimi prima di far partecipe il mio gusto. È bellissimo annusare nuovamente ogni volta, come davanti a un album di fotografie, sfogliarle e ritrovarle, fissarle come notes nella bacheca della memoria. Dimenticavo di dirvi di quale bottiglia parlo: Benoit Lahaye 2008 Brut Essential.

Il produttore è un signore deciso a far valere i suoi principi su come deve essere uno champagne, soprattutto nella coltivazione delle vigne. È in biodinamica dal 2003, è certificato bio e per questo ha modificato da allora i suoi metodi usando piante e minerali. Ha solo 4,5 ettari con prevalenza di Pinot Nero a Bouzy e in questa etichetta il 90% è appunto di questa uva con la partecipazione del 10% di Chardonnay. Sta 40 mesi sui lieviti ed è  fatto prevalentemente con la raccolta del 2008 e con il 45% dei vini di riserva.

Un vino davvero mi deve raccontare qualcosa, deve stuzzicare quella curiosità che lo renderà mio. Per cui sono andata a cercare il profilo di questo “vigneron” e ho scoperto che tutti dicono che abbia un carattere deciso, e già questo mi piace, e uno dei suoi motti sia: bisogna riappropriarsi della terra. Le sue vigne hanno un età media di 40 anni ed è passato dalla meccanica alla trazione animale assieme a Tamisel, il suo cavallo con cui si fa spesso fotografare. Mi sono dimenticata di dirvi cosa succede quando quel meraviglioso liquido arriva al palato. Beh… tutte le aspettative e le sensazioni diventano realtà. L’eleganza che ti aspetti diventa qualcosa che danza sulla mineralità, così da farti pensare che i vini sono spesso delle opere d’arte da possedere.

 

Gisella Fuochi

 

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