Gisella Fuochi
2 minuti

Il vino della settimana: Barolo Brunate

Molto spesso le storie di vino sono storie di famiglia. Famiglia nel senso più legante possibile, dove i nonni lasciano dei terreni che arrivano ai nipoti attraverso i padri, che invece di disperdersi, si legano tra di loro come dei tralci alle viti. Questa é l’azienda agricola di Enzo Boglietti a La Morra in provincia di Cuneo.

Circa 22 ettari di proprietà tra i comuni di Barolo, Monforte, Roddino, Serralunga e Sinio. Il nostro vino di questa settimana é il Barolo. Come in tutte le cascine si lavorava duro per convincere la terra a rendere tangibile il sudore con cui ognuno la bagnava. Latte, cereali, carne e uva arrivavano e si vendevano perchè non era ancora il tempo per farne un identità di territorio. Si teneva un pò di grappoli e si vinificavano giusto per il consumo della famiglia, ma non erano mai le migliori. Tutto sommato ce la facevano.

Poi come sempre succede nell’economia del mondo, le cose non vanno mai come si vorrebbe ed é lí che un giorno i protagonisti, diventano anche i registi della propria parte. La data delle prime bottiglie é il 1991. L’umiltà di accettare i consigli di chi già produceva, fiduciosi della lealtà altrui. La creatività di riportare a vita il vecchio torchio e di fare di una stalla, la cantina. L’orgoglio di chiedere i macchinari in prestito, perchè i soldi non c’erano proprio per tutto quello che serviva.

L’etichetta pensata e disegnata in famiglia. Ecco il Barolo Brunate. Ebbene sì, lo ammetto, amo moltissimo questa tipologia e l’uva che lo compone, il Nebbiolo. La sua eleganza, la sua finezza, quel suo colore così particolare, quella longevità che lo fa diventare saggio.

Negli anni Enzo, uno dei due fratelli, ha imparato a conoscere così profondamente dove radicano le sue vigne, tanto che in ognuno dei suoi vini si possa ritrovare l’identità di quel cru e di quell’insieme di informazioni che si chiama terroir. Ecco perché il “togliere” in questo caso, costruisce l’emozione. Meno legno, meno filtraggio, meno chimica certificato dal biologico, ma riconoscere sempre più distintamente quel territorio che si portano dentro.

L’assaggio deI Brunate 2013 è ancora “un ragazzo che si affaccia alla vita” con i suoi tannini pieni di classe e quella complessità di aromi dove la parte balsamica è preminente. Uno di quei vini per il quale il cibo deve essere il contorno Assurdo? Può darsi, ma lo potrete dire solo dopo tolto il tappo a quel “mondo” con quell’etichetta ancora così moderna, che é stato almeno 10 anni ad aspettarvi.

Per acquisti: info@enzoboglietti.com

 

 

Gisella Fuochi

 

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