Vera Risi
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Il romantico pop-rock di Brian Mackey allo storico Big Mama di Roma

Ci sono locali che diventano pilastri di una città, che ne scrivono la storia, che ne disegnano i colori, che ne costituiscono il respiro profondo. Il Big Mama è uno di questi. Nato trentacinque anni fa in un seminterrato di Trastevere, ha costruito il suo percorso sulle note del miglior blues e del rock internazionale, ospitando grandi artisti, da Chet Baker a Pino Daniele. E qui hanno gattonato incerti, sui loro primi passi, cantanti italiani che sarebbero diventati grandi, come Alex Britti e Giorgia, proponendo quel rhythm’n blues che li ha fatti conoscere al pubblico romano. La forza del Big Mama è tutta qui: nel saper coniugare grandi nomi del panorama internazionale con artisti ancora sconosciuti, grazie a quel raro mix di coraggio e intuito musicale che serve a saper scegliere gli astri nascenti di domani.

Ed è in questo luogo storico e al tempo stesso innovatore, che si esibisce, per la prima volta a Roma, Brian Mackey, una delle più interessanti voci rock degli Stati Uniti. Cantautore, chitarrista e pianista, cresce circondato dalla musica, con una nonna pianista nei club locali e una madre scrittrice di canzoni e testi teatrali. Fin da bambino, suonare per lui è facile come respirare. E pur di suonare, gira per gli States lavando piatti nei ristoranti di giorno e suonando nei bar di notte. Grazie a una formazione on the road, ha costruito uno stile inconfondibile, caratterizzato da una voce morbida, calda, flessibile, che scivola su sonorità pop rock con elegante modernità.

La maggior parte delle sue canzoni sono autobiografiche. Sembra quasi che lui usi le esperienze che vive sulla sua pelle, o che vede intorno a sé, come un pittore userebbe i colori per dipingere la sua tela. Canzoni che sono piccole storie, in cui Mackey prova a scavare negli anfratti più bui del suo animo, per fare emergere verità semplici come il pane. Mackey dichiara di lasciarsi ispirare da qualsiasi cosa, un profumo, una conversazione con un vecchio amico, uno show in tv, l’incrocio di uno sguardo. I suoi brani esprimono un raffinato equilibrio tra pensiero ed emozione, in cui non manca una vena di tenero romanticismo.

Il 17 aprile Brian Mackey propone il suo repertorio, spaziando dalla nostalgica “Honest Love” alla tenebrosa “Color Blue”, dall’itinerante “Out on the Road” alla sentimentale “Painted Red”, senza tralasciare il suo ultimo singolo “Do not Own Much”, terzo di una serie di singoli estratti dal suo prossimo album mixato dagli ingegneri del suono Joe Zook e Brian Malouf. Sul palco con Mackey ci saranno Leonardo Caucci Molara al piano, Alessandro Sanna al basso e Andrea Ruta alle percussioni.

Mercoledì 17 aprile, Brian Mackey. Big Mama, vicolo San Francesco a Ripa 18 Roma. Tel. 06 5812551.

Crediti foto: Brianmackeymusic.

 

Vera Risi

La laurea in Scienze Politiche con 110 e lode le apre le porte per un Master in Marketing del terziario avanzato presso Unioncamere. Intanto scrive di musica, arte, tendenze e fermenti culturali sulle più prestigiose testate nazionali: D di Repubblica, Glamour, Cosmopolitan, Fit For Fun, Kult, Il Fatto Quotidiano, l'Unità, e la rivista internazionale Time Out. Diventa poi direttore esecutivo del web magazine Bazar, co-edito da La Stampa e Rai Eri. Per l'Università Lumsa è cultore della materia in Strumenti e Strategia della Comunicazione d'Impresa e responsabile dello Student Placement per il Master in Marketing e Organizzazione degli Eventi. Docente a contratto per la cattedra di Teorie e Tecniche del linguaggio giornalistico presso la Luiss, scrive tre saggi sulla comunicazione (Audino Editore e da Rai Eri). E' autrice di un romanzo arrivato finalista al premio letterario Città di Assisi 2013 mentre, per amore dell'arte e della natura, diventa guida turistica e costruisce percorsi inconsueti dei boschi del Lazio e trekking all'insegna dell'esplorazione e dello storytelling.

 

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