Gisella Fuochi
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Il privilegio di un vino: Alberese 2018 IGT rosso toscano Fattoria Sammontana

Il nome Sammontana per tutti è il nome di un famosissima azienda, ma pochi sanno che si chiama così perché il latte con cui alla fine degli anni 40 si producevano i primi gelati nel bar-gelateria di Renzo Bagnoli, veniva acquistato dalla vicina fattoria “Sammontana” situata nel comune di Montelupo Fiorentino. È un posto molto bello e storicamente pieno di fascino.

La villa apparteneva alla famiglia Medici, parliamo del 1400, e la chiesetta adiacente è stata di proprietà di un’altra famiglia fiorentina altrettanto importante, i Frescobaldi. In quel tempo le contrattazioni e gli scambi erano di norma e la Chiesa con i suoi ordini monastici, aveva a sua volta una parte del potere, per cui il tutto finì ai canonici di San Lorenzo. Sappiamo bene che la storia del vino deve molto al clero e in questo caso, non si sono smentiti.

Elessero questo posto a luogo di ritiro e di riposo e in tutto questo, costruirono delle meravigliose cantine sotto la villa ed addirittura, una fornace ad archi sovrapposti per creare vasellame ed oggetti in terracotta. Verso la fina del 1800, un nobile polacco, Michele Dzieduszycki, capì che quel posto dove amava passare lunghi periodi, doveva diventare suo, per cui acquistò tutta la tenuta, chiesa compresa. Il nipote Massimo fu quello che cominciò ad occuparsi intensamente dei prodotti della fattoria e oggi, che siamo alla quarta generazione, lo fanno con ancora più dedizione. Gestiscono sia le vigne che gli olivi con i dettami del biodinamico e del biologico, per quali sono certificati.

Quindi il vino di cui adesso vi scrivo è il frutto di una storia di terra e di viti che è rimasto a guardare mentre tutto mutava: un privilegiato. Alberese Rosso Toscano IGT 2018, blend di Sangiovese e Trebbiano. Conosco bene questo vino, che come dico sempre può essere bevuto a qualsiasi ora: è leggero e fruttato. Mi prendono in giro quando dico che lo si potrebbe fare anche a colazione, ma lo associo ai quei vini che si potevano bere anche durante il lavoro nei campi. Le vigne hanno mediamente dai 30 ai 50 anni. Si chiama così per il terreno pieno di sassi di tutte le dimensioni, che loro stessi chiamano ingrato, ma è proprio quello che dona ai loro vini quella personalità e quelle sfumature. La fermentazione la esegue in tini d’acciaio e in cemento vetrificato. Poca macerazione e nessuna chiarifica o filtraggio.

Tutte le volte che vado alla fattoria ed entro nelle cantine, quelle mura mi avvolgono e mi sembra di sentirle sussurrare tra loro, come se ogni volta dovessero dare il loro assenso a quella visita. Girare la sotto in compagnia di Andrea è ancora un altro privilegio. Parlare dei suoi vini, della scelta della naturalità e dell’ assecondare i ritmi della terra mi ha fatto capire che la tradizione sta nell’innovazione, quando anche questa è fatta dalla conoscenza.

Per acqusti: info@fattoriadisammontana.com

 

Gisella Fuochi

 

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