Valentina Cuppone
2 minuti

Il genio di Michelangelo tra bellezza, ossessioni e arti performative

“Non un balletto, non uno spettacolo teatrale, non un musical, ma un gesto
d’amore verso la cultura, ad alto impatto emotivo”. Così il regista Marco
Balich definisce la sua ultima creazione, il Giudizio Universale.
Michelangelo and the secrets of the Sistine Chapel. Storia di papi, vita e
ossessioni di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, creazione di un’opera inconsapevolmente resa immortale e simbolo di un’intera nazione, diventano l’oggetto di uno spettacolo che, contaminando diversi linguaggi, intreccia arte, storia, spiritualità e intrattenimento. Uno show multimediale e ipertecnologico, immersivo ed emozionante che mette a tu per tu lo spettatore con la spiazzante bellezza dell’immortale
opera del Buonarroti.

Un’esperienza immersiva. La Cappella Sistina è uno dei simboli di Roma, uno di quei luoghi che deve essere visto almeno una volta nella vita per avere la percezione e la sensazione di quanto può essere forte la potenza dell’arte. Uno di quei luoghi in cui il tempo si sospende per contemplare la sublime, e a tratti spiazzante, bellezza delle forme. In 60 minuti, in italiano ma con traduzione simultanea in cuffia in otto lingue tra cui l’inglese, l’apparato scenico avvolge lo spettatore investendolo di immagini, suoni, odori e regalando la sensazione di poter toccare con mano quelle figure di corpi tormentati, a volte beati, contorti, a tratti rilassati. Un’occasione per poter conoscere i tormenti del genio di Michelangelo e il percorso che lo portò a concepire il suo, ma ormai patrimonio dell’umanità, Giudizio Universale, diventato simbolo di un’intera cultura.

Quando la tecnologia incontra la bellezza. Dopo il successo della passata stagione all’Auditorium della Conciliazione, lo show diventa permanente. Il primo in Italia. Ballerini danzano tra le potenti immagini ad alta definizione degli affreschi della Cappella, una commistione tra la potenza dei corpi dipinti dal Michelangelo e quella dei corpi reali che si muovono sul palco. Colori intensi, luminosi, quasi accecanti quelli usati dall’immortale Maestro, rievocati dalle proiezioni laser, dal sapiente uso delle luci sul palco, dalle ricostruzioni virtuali di quei potenti affreschi. Ad accompagnare questo viaggio sensoriale, le musiche di Sting. Pierfrancesco Favino presta la voce al divino Buonarroti.

Balletto, musica, recitazione, video, installazioni visuali, giochi di luci. Perturbanti e affascinanti emozioni. Tutto al servizio dell’opera più sublime del mondo.

Per info consulta il sito dell’Auditorium della Conciliazione

 

Valentina Cuppone

Classe 1982, dopo una laurea in Lettere Moderne si è specializzata in Comunicazione della cultura e dello spettacolo con una tesi sull’ibridazione dei linguaggi e sull’intermedialità nello spettacolo MDLSX di Motus, un assolo di Silvia Calderoni, ispirato al premio Pulitzer 2013 Middlesex di Jeffrey Eugenides, sulla costruzione dell’identità. Ha lavorato come supporto al segretario di redazione del “Giornale di Sicilia” scrivendo articoli per il ciclo “Eccellenze di Sicilia”, mirando a valorizzare ciò che di bello e positivo offre e si può costruire nella sua isola. Per coniugare i suoi interessi umanistici con i linguaggi e l’innovazione digitale, ha collaborazione con il quotidiano online ildigitale.it.

 

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