Filippo Bartolotta
2 minuti

Grandi vini alle porte di Roma

Un orto gigante e bellissimo, un caseificio all’inizio della sua attività, i prodotti gastronomici semplici e golosissimi, le conserve, il miele, i succhi di frutta e una trattoria con la cucina a vista. Il tutto in una campagna immacolata punteggiata di alberi da frutto, di vigne geometriche e rigogliose, di tavoli per il picnic e di covoni che si stagliano sul prato prima del bosco. È un luogo magico a due passi da Roma dove è possibile staccare la spina confortati dalla bellezza della natura, dal disegno di un paesaggio bucolico richiamato dagli arredi che trascinano in un mondo fiabesco circondati dal cinguettio degli uccelli e dai profumi del pane lievitato naturalmente. Siamo nella Fattoria di Fiorano di Albiera, Alessia and Allegra Antinori, un eden raggiungibile dall’aeroporto di Ciampino in soli venti minuti.

Sapete bene che non avrei rubato questi tre minuti del vostro tempo se non avessi avuto la necessità di parlarvi anche di un grande vino. Anzi preparatevi ad accogliere l’idea di un vitigno raramente vinificato in purezza come il Semillon, usato in assemblaggio con il Sauvignon Blanc per produrre i famosi vini dolci di Sautern.

Il Fiorano Bianco è un vino dai colori dell’oro chiaro luminoso. Il suo profumo di agrumi e frutti tropicali si mescola con alcune note di anice, vaniglia e di una piacevole sensazione tostata. La bocca è da mordere con delicatezza per godersi a fondo la morbidezza e l’eleganza sapida e profonda del suo tocco. I profumi di pietra focaia e di vaniglia aggiungono complessità e le tracce minerali ricordano l’origine vulcanica di questi vigneti ubicati nel Parco dell’Appia Antica. Di simili fattezze, ma con tratti più semplici e immediati, è il secondo vino bianco dell’Azienda: il Fioranello. Un vino da bersi senza troppe speculazioni filosofiche ma godendo della sua affabilità e pulizia gustativa. Come se queste due sorprese enologiche provenienti dalla campagna romana non bastassero, la Fattoria di Fiorano produce anche un rosso a base di Cabernet Sauvignon e Merlot dal tocco vellutatissimo, con una struttura compatta e dei profumi che ricordano i mirtilli maturi, il cedro, il cuoio e la vaniglia.

La sorpresa più incredibile è il potenziale di invecchiamento sia dei bianchi che dei rossi. Ho avuto più volte la fortuna di assaggiare a New York, un paio di anni fa e durante l’inizio di questa primavera a Magrè, le vecchie annate con la piacevole compagnia di Alessia Antinori: il 1971, 1974, l’85 e il 1990. E se non fossero stati vini di caratura internazionale e in condizioni perfette non ne avrei scritto. Queste vecchie annate non solo regalano ancora tanto frutto fresco, ma anche una complessità e una tensione gustativa che, se serviti in una degustazione bendata a confronto di denominazioni famose come quelle di Bordeaux, sorprenderanno certamente i degustatori più esperti. Regalando il piacere di svelare dei campioni di eleganza e longevità inaspettate in una Fattoria a due passi da Roma.

 

Contatti

Fattoria di Fiorano

Via di Fioranello 34 – Roma

(Uscita GRA Ciampino aeroporto)

fiorano@fattoriadifiorano.it

342 3658581 – 06 79340114

 

Filippo Bartolotta

Filippo Bartolotta è un docente, uno scrittore ma soprattutto uno dei più noti storyteller del vino del pianeta, tanto che Obama, nel suo viaggio in Italia, lo ha scelto come Maestro di cantina. Una passione che Filippo coltiva fin dalla sua giovinezza, quando si laurea in Economia all’Università di Firenze con una tesi sulla comunicazione del vino e poi ottiene un diploma di marketing internazionale in Olanda, proprio per cominciare la sua attività a Vinopolis, il più grande museo del vino al mondo. Tra una degustazione e un’altra passa l’esame al Wine and Spirit Education Trust e comincia a scrivere per Decanter Magazine. Dal 2003 tiene moduli formativi sulla comunicazione, l’analisi sensoriale, la storia e l’antropologia del vino e sul marketing territoriale per l’Università di Siena e per Giunti Accademy. Con il progetto “I Capolavori dei Sensi” nel 2009 porta l’Italia del vino alla National Gallery di Londra e al Parlamento Francese. Dal 2010 svolge un Road Show “The Amazing Italian Wine Journey” che lo porta ogni anno, tra le altri sedi, nelle cucine della Casa Bianca e nelle sale del Metropolitan Museum di New York. Negli stati Uniti diventa sommelier di fiducia di star come Dustin Hoffman, Emma Thompson, John Malkovich, Steven Colbert di The Late Show, Jessica Alba, Bryan Adams ed Eminem, e nel maggio del 2017 balza alla cronaca per aver intrattenuto i coniugi Obama in Toscana in una degustazione in abbinamento con i piatti dello Chef n.1 al mondo Massimo Bottura dell’Osteria Francescana. Intanto, la sua scuola di cucina e vino MaMa Florence, a Firenze, continua instancabilmente la sua ascesa planetaria.

 

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