Redazione TGH Magazine
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“Figlie di Eva” è la storia di un uomo potente, che frega tre donne, che trovano il modo di vendicarsi

Vale la pena, se siete a Roma, comprare un biglietto per “Figlie di Eva”, in scena dal 21 gennaio al 9 febbraio alla Sala Umberto. “Figlie di Eva” (sul palco niente meno che Michela Andreozzi, Vittoria Belvedere e Mariagrazia Cucinotta) è la vita per come vorremmo che fosse. E anche per come è perché spesso, le donne, anche quando vogliono vendicarsi, se si mettono insieme sanno creare cose meravigliose.

E allora, forse, è arrivato il momento, per Elvira, Vicky e Antonia, di capire che dietro a un grande uomo a volte non c’è nessuno: “E sapete perché – spiega Michela Andreozzi, anche autrice, insieme a Vincenzo Alfieri e con Grazia Giardiello – perchè  sono le donne che devono avere il coraggio di mettersi davanti a tutti”.

Luca è interpretato da Marco Zingaro, mentre la regia è firmata Massimiliano Vado: “Figlie di Eva è la storia di un ragazzo che incontra tre fate madrine che lo aiutano a realizzare i suoi sogni. E’ la storia di tre donne completamente diverse, che diventano amiche nonostante tutto. Uno spettacolo che di fatto racchiude tre storie in una, come sono tre i nomi delle protagoniste: Elvira, Vicky e Antonia”.

Ma chi sono queste tre figure femminili? Elviraè “la Cadillac delle segretarie” (!Elvira sa, Elvira vede, Elvira risolve! A lei, il Cardinale Richelieu, le fa un baffo!). Vicky invece è la moglie tradita da un marito che ha sposato per il suo patrimonio, mentre Antonia è una professoressa di latino emigrata, precaria, bellissima. E con una scomoda sindrome di La Tourette (po*ca tr**a!).

Cosa lega le tre donne e le tre vite? Nicola Papaleo, un Sindaco disonesto che le inguaia tutte e tre per diversi motivi: manda Elvira nelle peste legali per falso in bilancio; abbandona Vicky in diretta tv per una giovincella; incastra Antonia che viene beccata a passare gli scritti di maturità a quella capra di suo figlio e pertanto radiata dal provveditorato.

Le tre, che mal si sopportano, unite da un sano sentimento di vendetta, si coalizzano: lo vogliono morto. Anzi, meglio: lo vogliono trombato, come si dice dei politici che perdono le elezioni. Perché un politico trombato è più morto di un morto. Scopo del gioco? Far sì che l’odiato Papaleo non venga rieletto sindaco. Come? Elvira, Vicky e Antonia sanno prendono coscienza che hanno creato un mostro: sostenendo, proteggendo e aiutando il sindaco nella sua ascesa. Ma questo vuol dire che sono in grado di creare anche un antidoto a Papaleo: costruendo a tavolino un candidato “fantoccio” che lo distrugga alle prossime elezioni. Un po’ Pigmalione, un pizzico di Cyrano, Cenerentola quanto basta ed è fatta!

Grazie ad una serie di estenuanti provini trovano Luca Bicozzi, aspirante attore sfigato con problemi di autostima. Lo blandiscono, lo convincono, e dopo una full immersion in cui le tre figliole gli insegnano tutto, ma proprio tutto quello che serve per diventare un leader Luca conquista il favore dell’elettorato, anche grazie ad un astuto sistema di auricolare con cui viene radiocomandato da Elvira. Conquista però anche la fiducia in se stesso, quindi vince un provino come protagonista di una serie. Che farà? Saluterà le tre madrine per rincorrere il suo sogno? Abbandonerà Antonia di cui, nel frattempo, si è innamoratissimo, ricambiatissimo?

Info: https://www.salaumberto.com/spettacoli/stagione-2019-2020/le-figlie-di-e-v-a/

 

 

 

 

 

 

 

 

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