Gisella Fuochi
2 minuti

Ferrandes – Passito di Pantelleria: non lasciate l’Italia senza averlo assaggiato

Andare a Pantelleria è un regalo da custodire. Il mare e i colori che ti circondano, sono una cartolina da spedire tutti i giorni al nostro umore. Non sarebbe mai cattivo. Il passito di quest’isola è il regalo nel regalo, anzi la sublimazione del viaggio.

Ho cercato per diversi giorni di parlare con questo signore che corrisponde al nome di Salvatore Ferrandes. Poi alla fine un giorno ci sono riuscita. Mi ha ricevuta a casa, non in cantina. Un ricordo unico. Seduti insieme sulle poltrone del suo salotto abbiamo chiacchierato di tutto, compreso di calcio: è tifoso della Fiorentina. Ho mangiato i suoi capperi e l’uva Gianna, un’uva passa dal colore biondo.

C’era anche sua moglie, una signora di origine tedesca che non faccio fatica ad immaginare come mai sia finita lí. In tutto questo ho capito perché il suo Ferrandes – Passito di Pantelleria è uno dei migliori prodotti dell’isola. Poca terra, 2 ettari affacciati al mare, ma tramandata e quindi con la stessa famiglia che la cura da anni.

Viti che hanno più di 40 anni allevate ad alberello basso. Terreno vulcanico e pieno di tutto quel minerale che dà tanto al vino. Infine una lavorazione biologica, rispettosa di un dono così grande. Questo signore è per me, un piccolo eroe. Non partecipa a manifestazioni vinicole, non ha mai, sull’onda del successo, cercato di aumentare la produzione e soprattutto è così radicato nella sua terra da sembrare quasi impossibile. Bere il suo vino è capire chi è Salvatore.

Il colore è un giallo carico, quasi ambra e già qui potremmo perderci nelle storie, ma è al momento dei profumi che tutto sembra lí davanti a te. Cosa si potrebbe immaginare? Canditi, frutta essiccata, uva passa con quel profumo di mare che stordisce i pensieri. Vorrei quasi non berlo e farne una piccola boccetta come si faceva al tempo, con i sali. La tirerei fuori tutte le volte per scappare stando ferma.

Le isole, per quel loro essere in mezzo al mare, hanno nella loro storia, il mistero. Resistono indomite alle onde, al fragore che fanno e riescono a creare al loro interno, quei piccoli paradisi che sono il segreto della gente che le vive. Se vuoi comprendere fino in fondo questo passito, devi venire qui e girare per le contrade, dove le porte sono in buona parte senza chiavi e dove il tempo ogni tanto si riposa. Dove Salvatore fa quello che molta gente non ricorda più: aprire la propria casa senza paura di raccontarsi.

 

Gisella Fuochi

 

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