Eugenia Romanelli
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Dove trovare il miglior Ramen della capitale

Si chiama Galbi ed è nascosto in una piccola via dietro piazza Fiume, nel cuore dell’elegante Roma nord. Aperto da pochi anni, il ristorante mixa tradizione e innovazione, tra design, cultura e attenzione all’armonia dei sapori. In un luogo immerso nel legno, con lunghi banconi e un tavolo sociale o tavolini più riservati e intimi, dalla cucina a vista va in scena un vero spettacolo per gli occhi. Di fatto siamo nel cuore della Corea del Nord, almeno a giudicare dai sapori e dai profumi.

Ad aprirlo Deuk Uoo Ferretti Min, uno dei quattro figli della nobile e bellissima Pyung Cha Min, appartenente uno degli ultimi rami della regalità coreana. Dovette fuggire, sua madre, per evitare il matrimonio di rito voluto dai genitori, e fu così che arrivò in Italia, nel ’64, approfittando di una borsa di studio all’Università per stranieri di Perugia. Da lì, si iscrive all’Accademia di Belle Arti a Roma e conosce il suo futuro marito, un economista, con cui, dopo le sfilate dei suoi abiti a Washington, fa quattro figli.

Ed eccoci da Galbi, l’ultima prova di questa famiglia chic e radical, sofisticata e riservata, oggi riparo di molti intellettuali, artisti e celebrities che si rifugiano a conversare con loro a Isola di Eea, un bed and brunch, nascosto tra la macchia del Monte Circeo, all’Apuleius, il ristorante aperto a Roma in un sito speciale, disseminato di tracce romane, di resti archeologici probabilmente il pronao del Tempio di Diana sull’ Aventino, e, appunto, anche da Galbi.

Tutto, qui, del menù è una sorpresa: interamente cucinato secondo tecniche risalenti a più di 200 anni fa, si può spaziare tra le carni, marinate a lungo con spezie di vario tipo, le verdure, sottoposte ad accurate fermentazioni, le braci con legno di quercia.

Ma il top si raggiunge con il Ramen coreano: a base di manzo (con noodles in brodo di carne con bietina, manzo e uovo) o di maiale (con noodles in brodo di carne insaporiti con pancia di maiale, verza piccante, tofu e uovo), si può scegliere tra varie versioni, da quella insanporita col Kimchi (cavolo fermentato e speziato, tipico della tradizione coreana, ricco di benefici nutrizionali, la cui pratica di produzione, il kimjan, è entrato nel patrimonio intangibile dell’Unesco nel dicembre 2013), a quella con le alghe marine. Ovviamente la sfida è al Giappone, più noto in fatto di Ramen.

Non male la selezione dal Galbi Cocktail Bar che, ogni sera, propone reinterpretazioni coreane delle versioni classiche dei cocktail occidentali, fino a renderle perfette per accompagnare i piatti.

 

Eugenia Romanelli

Segno zodiacale Pesci, vino preferito Ronco delle Mele, vive a Roma. Irriverente, eccentrica, informale, si ispira al maître à penser Anais Nin. Buddista Nichiren, la sua gioia è l’allenamento costante nell’arte di vivere, e la sua palestra privata sono la sua famiglia e le relazioni multiple e complesse che accendono le sue giornate. Dopo aver diretto la versione italiana della rivista internazionale Time Out, fondato e diretto il magazine Bazarweb.info coedito da Rai Eri e La Stampa, fondato e diretto il primo inserto culturale de Il Fatto Quotidiano "SmarTime", creato il canale Ansa Viaggi, attualmente scrive per Vanity Fair, è blogger per L'Espresso e Il Fatto Quotidiano, ed è autore Treccani. Tra le docenze, a Roma ha insegnato giornalismo, scrittura creativa e new media a La Sapienza, all’Accademia d'Arte Dramatica Silvio D'Amico e alla Luiss Guido carli, fondando il Master in “Nuovi giornalismi e blogging” al Centro Sperimentale di Fotografia Ansel Adams; a Firenze ha insegnato business writing alla Scuola di Scienze Aziendali di Firenze e all'Università di Firenze ha direttore del laboratorio “Advanced Communication” (progetto Nemech); per l’Ordine dei Giornalisti organizza corsi di aggiornalemnto sul tema della privacy. Come Amministratore Unico dell'agenzia di comunicazione ACT!, premiata nel 2005 dalla Regione Lazio come "Migliore impresa creativa", ha vinto il premio DONNAèWEB del Premio Web Italia patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero per l'innovazione e le tecnologie per aver creato il miglior sito dell'anno, per l’ideazione del primo Cultural Brand italiano e per avere fondato la prima galleria d'arte contemporanea digitale italiana. Tra le sue pubblicazioni, saggi e romanzi con Giunti, Rizzoli, DeA, Rai Eri, etc. Nel team TGH è entrata grazie alla passione per i viaggi: anche per lei viaggiare è la forma più profonda di conoscenza della vita e la via più diretta al contatto autentico con le proprie emozioni. Creatrice del TGH Pink Shot, il suo obiettivo segreto è alzare la temperatura emotiva di tutto il progetto.

 

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