Ines Musumeci Greco
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Dora Tass all’Om The Spot, il nuovo spazio culturale a Roma

Avete mai visitato Om The Spot il nuovo spazio culturale e di co-working di Trastevere? Ecco un ottimo motivo per farlo: a dicembre Om The Spot ha inaugurato al pubblico romano con Perturbing Objects di Dora Tass, una mostra magnetica in cui l’artista espone suoi ologrammi “perturbanti”, per descriverli come l’avrebbero fatto i surrealisti. Il titolo della personale, infatti, non è affatto casuale. Le opere esposte, tutte concettuali, esprimono chiaramente una loro estetica, una particolare attitudine “dello stare al mondo”: ci appaiono diversamente in base a come le guardiamo, a come ci spostiamo. Sono impressioni. Ne riconosciamo la forma nella sua totalità perché l’artista ha scelto di far diventare ologrammi degli oggetti comuni. Come ologrammi, però, essi perdono della loro certezza e vestono un abito intellettuale che ci fa pensare agli stessi da un altro punto di vista. Emerge il lato nascosto delle cose, velato di mistero, che “affiora” venendo alla luce piano piano.

Perturbing Objects è quasi una mostra antologica, poiché fa vedere l’intero corpus di ologrammi realizzati dall’artista negli ultimi anni di ricerca. Una macchina da scrivere, un telefono, dei manifesti, delle lettere. È un viaggio nella memoria delle cose che spesso nella modernità non si usano più, o si usano poco e da poche persone. L’aspetto interessante di questi lavori è proprio “il magico” che emanano. Sì, perché l’artista non solo recupera qualcosa ma lo rende, effimero, evanescente: magico, appunto. Nel “recuperare” fa scomparire e mostra al visitatore senza far vedere effettivamente alcuna forma chiusa e definita. L’artista assembla vari pezzi e poi sublima tutto: da qui, nascono le sue dissolvenze, le sue sculture che appaiono e scompaiono

Viviamo, giorno dopo giorno, un calo delle relazioni umane, delle relazioni tra “le cose” e Dora Tass ci fa vedere anche questo nella sua Perturbing Objects. È un racconto notturno popolato da oggetti inventati: un racconto moderno, un racconto sentimentale ed enigmatico, contemporaneamente familiare e sconosciuto… Se da una parte riconosciamo gli oggetti, dall’altra essi ci appaiono fantastici, sognati. Le sculture luminose di Dora Tass confondono e rapiscono.

Se volete essere rapiti anche voi da opere unconventional e visitare uno spazio che è stato nel passato anche lo studio di artisti importanti, non potete assolutamente perdervi Perturbing Objetcs

Perturbing ObjectsOm The Spot, spazio culturale. 

Artista in mostra: Dora Tass.

 

Ines Musumeci Greco

Collezionista d’arte contemporanea, mecenate, ma soprattutto visionaria. Una donna che, in vent’anni, ha saputo trasformare la sua casa nel più importante salotto d’artista italiano. Con la passione e la determinazione che solo chi ha una missione nella vita riesce a perseguire, Ines definisce il suo progetto e il suo coinvolgimento come una lunga, continua gestazione: “Ho cercato la bellezza sempre e con forza, e ho dedicato la mia vita nel sostenere il lavoro degli artisti, perché è quando le loro opere vengono al mondo e nel mondo navigano che prende corpo quella vitalità che rende potente la vita”. Nella sua home gallery, dentro il seicentesco Palazzo Bennicelli del Borromini, si possono ammirare le opere di artisti del calibro di Marina Abramovic, Mario Schifano, Alighiero Boetti, Pascale Marthine Tayou, Chen Zhen, e altri.

 

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