Valentina Cuppone
2 minuti

Danzando con Otello al Teatro Quirino di Roma

Dal 30 aprile fino al 5 maggio, potremmo assistere a una diversa lettura della tragica storia del Moro shakespeariano. Infatti giunge a Roma, al teatro Quirino, la tappa finale del balletto di Fabrizio Monteverde. Sulle note di Antonin Dvorák, le coreografie di uno degli autori più apprezzati della danza contemporanea italiana parleranno di passioni perturbanti, intrighi e tormenti che animano i personaggi di una delle opere più conosciute di sempre. Uno spettacolo seducente e struggente. La parola lascerà spazio ai movimenti del corpo per creare atmosfere dove gli istinti sopraffanno la ragione.

La scena si tinge di nero e di rosso. L’intero apparato drammaturgico, le luci, i costumi dei ballerini, la scenografia, racconteranno di passioni coinvolgenti e sconvolgenti, indomabili e dirompenti.

All’orizzonte il mare. Calmo, tempestoso, in continuo divenire. Metafora dell’ingovernabilità dei sentimenti estremi dell’animo umano. Un omaggio al film Querelle de Brest di Fassbinder. La banchina di un porto sarà lo scenario della triste vicenda di Otello e Desdemona. Invidie, gelosie, passioni saranno i protagonisti assoluti della piece, nell’indissolubile rapporto tra Eros e Thanatos.

In un luogo di passaggio di una qualsiasi città, dove il Moro perde la sua connotazione di “diverso” per diventare un qualunque “chiunque”, si innesca un intreccio indistricabile che non è più e solo il dramma di Otello. Le azioni si moltiplicano nei passi di tutte le coppie sulla scena.La pena del singolo diventa un tormento generale e universale. Il folle gesto, indotto dalla mente vendicativa di Iago, non sarà più solo una colpa individuale, ma qui diventa scontro e confronto tra i sessi.

Pas de deux e assoli, pezzi di gruppo e ogni altro componente coreografico sono infatti usati per mettere in scena gli snodi psicologici dei vari personaggi. La seduzione di Desdemona non traspare più solo dalle parole del manipolatore Iago ma è dimostrata dalla carica seducente del suo corpo. Così come i gesti di quest’ultimo, di Otello e di Cassio sono i testimoni di un rapporto ambiguo e perverso, imbevuti dalle più diverse emozioni tra il capo e i suoi sottoposti.

È la travolgente e vorticosa sinfonia di passioni ciò che trasuda dalle coreografie di Monteverde. Una spirale di rapporti tossici e malati che non ha soluzione se non nel tragico epilogo.

Il dramma si consuma. Otello soffocherà Desdemona. Sullo sfondo sempre il mare. Silenzioso spettatore di una dura riflessione sull’ingovernabilità di pulsioni distruttive.

Otello di F. Monteverdi, dal 30 aprile al 5 maggio. Teatro Quirino, via delle Vergini 7, Roma.

Foto dalla pagina web dello spettacolo.

 

Valentina Cuppone

Classe 1982, dopo una laurea in Lettere Moderne si è specializzata in Comunicazione della cultura e dello spettacolo con una tesi sull’ibridazione dei linguaggi e sull’intermedialità nello spettacolo MDLSX di Motus, un assolo di Silvia Calderoni, ispirato al premio Pulitzer 2013 Middlesex di Jeffrey Eugenides, sulla costruzione dell’identità. Ha lavorato come supporto al segretario di redazione del “Giornale di Sicilia” scrivendo articoli per il ciclo “Eccellenze di Sicilia”, mirando a valorizzare ciò che di bello e positivo offre e si può costruire nella sua isola. Per coniugare i suoi interessi umanistici con i linguaggi e l’innovazione digitale, ha collaborazione con il quotidiano online ildigitale.it.

 

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