Valentina Cuppone
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Corpi sonori al Palazzo delle Esposizioni di Roma

Suoni. Voci remote, profonde, espressive, lontane. Sussurri dell’anima. Racconta di questo la mostra Il corpo e la voce. Carmelo Bene, Cathy Berberian, Demetrio Stratos curata da Anna Cestelli Guidi e Francesca Rachele Oppedisano al Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al 30 giugno. Una scelta di più di cento opere tra foto, video, nastri, partiture, materiali e documenti inediti recuperati in diversi archivi per provare a conoscere e a capire che voce ha l’anima.

Davanti ai nostri occhi vedremo scorrere alcuni fatti artistici capaci di smaterializzare l’apparente indissolubile legame tra il significato e il significante, tra il senso della parola e la sua pura materialità acustica. Percepiremo potenzialità sonore pure, affascinati dalla scelta di opere di tre grandi artisti rivoluzionari del Novecento. Dalla mezzosoprano americana di origine armena Cathy Berberian con la sua vocalità fortemente espressiva e sperimentale al cantante musicista greco Demetrio Stratos, fino ad arrivare al genio salentino di Carmelo Bene con la sua valutazione della voce come pura phonè. Fenomeni sonori in cui è il significante ciò che assume significato.

Arricchita da interventi scientifici, all’interno della mostra anche rassegne di cinema per farci vedere i suoni. Ecco allora che, domenica 28 aprile alle 17, andrà in scena Macbeth horror suite di Bene ispirato alla tragedia shakespeariana. Seguirà Hommelette for Hamlet, operetta inqualificabile da Julian Laforgue.

Due opere, del ’97 la prima e del ’90 la seconda, in cui è possibile cercare di entrare in contatto con il complicato mondo del regista-attore. Un mondo che si sgretola, una macchina scenica che trita le immagini e il linguaggio. Un insieme sonoro complesso fatto di voci e rumori, di amplificazioni, playback, variazioni acustiche per comunicare vuoti, assenze, pluralità. Registrazioni asincrone sovrapposte a immagini che dicono altro, scollando ciò che si vede da ciò che si sente.

Per Bene il Grande Teatro è suggestione sonora, un insieme di sollecitazioni uditive che costruiscono il senso, l’atmosfera, veicolando significato. Non importa conoscere la lingua in cui viene recitata l’opera. Occorre essere predisposti a sentire la voce dell’anima.

Per info sulla mostra visita il sito. Per la rassegna su Carmelo Bene clicca qui.

Per l’immagine vedi la pagina dedicata alla mostra.

 

Valentina Cuppone

Classe 1982, dopo una laurea in Lettere Moderne si è specializzata in Comunicazione della cultura e dello spettacolo con una tesi sull’ibridazione dei linguaggi e sull’intermedialità nello spettacolo MDLSX di Motus, un assolo di Silvia Calderoni, ispirato al premio Pulitzer 2013 Middlesex di Jeffrey Eugenides, sulla costruzione dell’identità. Ha lavorato come supporto al segretario di redazione del “Giornale di Sicilia” scrivendo articoli per il ciclo “Eccellenze di Sicilia”, mirando a valorizzare ciò che di bello e positivo offre e si può costruire nella sua isola. Per coniugare i suoi interessi umanistici con i linguaggi e l’innovazione digitale, ha collaborazione con il quotidiano online ildigitale.it.

 

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