Filippo Bartolotta
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Cantine d’autore: itinerari turistici alla scoperta dei luoghi cult del vino

Un viaggio tra i paesaggi enoici più belli d’Italia per cantine progettate non solo per fare grandi vini ma anche per essere integrate esteticamente nel contesto rurale in cui sorgono. Sono le Cantine d’Autore, un format di itinerari turistici che sottolinea l’importanza di progetti in cui i cicli produttivi vengono protetti ed esaltati dalle cantine stesse, veri e propri manufatti che si inseriscono in un ambiente naturale la cui sostenibilità viene esaltata dall’intervento umano. 


Partendo dal nord Italia, le cantine selezionate in questo progetto riflettono il mutare del paesaggio italiano: la struttura morfologica del territorio, i colori e i materiali degli edifici e le loro linee cambiano e si adattano al territorio che si modifica sia in virtù delle diversità dell’ambiente in cui si inseriscono che di quelle antropologico-culturali. Così, le linee geometriche nette e spezzare delle Dolomiti sono riflesse nella Cantina Tramin di Werner Tscholl, mentre quelle sinuose della campagna leonardesca della Toscana si rivivono nella Cantina Antinori in Chianti Classico di Archea Associati, fino ad arrivare alla solidità e all’espressività mediterranea espressa in Basilicata dalla Cantina Taverna realizzata da Onesitestudio.  

Qui il bello si fa buono ed il buono si fa bello. La Cantina non è più solo unità produttiva ma attraverso le sue qualità estetiche, tecnologiche e di identità culturale essa diventa elemento centrale per la qualità del vino stesso. I vitigni autoctoni italiani in uso sono oltre 400 e a ciascuno di essi corrisponde almeno un territorio enologico di riferimento diverso per caratteristiche climatiche, geologiche, orografiche ed ambientali. Queste diversità devono per forza essere riflesse nel vino e tutti dovrebbero poterle apprezzare a livello sensoriale. Le cantine pensate per stare nel paesaggio esprimo esteticamente questa diversità che auspicabilmente la si ritrova nei vini prodotti. E proprio come ci si rende facilmente conto della differenza tra due paesaggi, lo stesso dovrebbe accadere tra due vini di paesaggi diversi. I toni contrastanti del verde-dorato della vegetazione etnea e il grigio scuro cupo dei terreni vulcanici ci fanno capire subito di essere in Sicilia sull’Etna proprio come il dialogo tra le acidità sferzanti e minerali del Nerello Mascalese e del Carricante si mescolano al frutto maturo che la Sicilia regala ai suoi vini (in questo caso il viaggio è con la Cantina Feudo di Mezzo di Planeta progettata dagli architetti Guilno e Albanese).


Se ci dovessimo trovare invece nell’Acino di Ceretto disegnato nel cuore delle Langhe dagli architetti Luca e Marina Deabate, non potremmo non percepire immediatamente la forza strutturale delle argille plioceniche da cui trae potenza e longevità il Barolo e l’ampiezza di respiro delle colline che si vive dentro questa struttura architettonica immersa con le sue rotondità nella dolcezza dei vigneti langaroli. Potremmo continuare con altri 28 esempi, tante quanti sono i progetti contenuti in questo viaggio “archienologico” che vi invitiamo a fare seguendo le tracce pubblicate in “Cantine da Collezione” a cura di Luca Molinari edito da Formaedizioni, ma ecco di seguito le Cantine da visitare e i rispettivi architetti.

Le Cantine e gli Architetti
Cantina Les Crêtes / Domenico Mazza Cantina Ceretto /Studio DeabateCantinaVite Colte -Terre da Vino /GIanni AnaudoCantina Nals Margreid / Markus ShererCantina Colterenzio /Studio bergmeisterwolf architektenWinecenter di Cantina Kaltern a Caldaro /Studio feld72Cantina Tramin / Werner TshollCantine Mezzacorona / Alberto CecchettoCantina Santa Margherita / Westway ArchitectsCantina Perusini, La Torre / Augusto Romano BurelliCantina Campodelsole / Fiorenzo ValbonesiCantina Antinori nel Chianti Calssico / Archea AssociatiCantina Castello di Fonterutoli /Angese MazzeiCantina Icario / Studio alle ProgettazioniCantina Podernuovo / Alvisi-KirimotoCantina Collemassari / Edoardo Milesi & ArchosCantina Rocca di Frassinello / Renzo Piano Building WorkshopCantina Tenuta delle Ripalte / Tobia ScarpaTenuta Ammiraglia / Sartogo Architetti AssociatiTenuta Castelbuono, Il Carapace / Arnaldo PomodoroSocietà Agricola Scalvia / Davide Vargas Associati Cantina Feudi di San Gregorio / Hikaru Mori e Maurizio ZitoEnoteca dai Tosi / De Vylder Vinck Taillieu Cantina Taverna / OnsitestudioCantina Feudo di Mezzo / Gaetano Gulino e Santi AlbaneseCantine Cusumano Partinico / RuffinoassociatiCantina Barbera / MAB Arquitectura Cantina Su’Entu / Francesca Rango e Mario Casciu

 

Filippo Bartolotta

Filippo Bartolotta è un docente, uno scrittore ma soprattutto uno dei più noti storyteller del vino del pianeta, tanto che Obama, nel suo viaggio in Italia, lo ha scelto come Maestro di cantina. Una passione che Filippo coltiva fin dalla sua giovinezza, quando si laurea in Economia all’Università di Firenze con una tesi sulla comunicazione del vino e poi ottiene un diploma di marketing internazionale in Olanda, proprio per cominciare la sua attività a Vinopolis, il più grande museo del vino al mondo. Tra una degustazione e un’altra passa l’esame al Wine and Spirit Education Trust e comincia a scrivere per Decanter Magazine. Dal 2003 tiene moduli formativi sulla comunicazione, l’analisi sensoriale, la storia e l’antropologia del vino e sul marketing territoriale per l’Università di Siena e per Giunti Accademy. Con il progetto “I Capolavori dei Sensi” nel 2009 porta l’Italia del vino alla National Gallery di Londra e al Parlamento Francese. Dal 2010 svolge un Road Show “The Amazing Italian Wine Journey” che lo porta ogni anno, tra le altri sedi, nelle cucine della Casa Bianca e nelle sale del Metropolitan Museum di New York. Negli stati Uniti diventa sommelier di fiducia di star come Dustin Hoffman, Emma Thompson, John Malkovich, Steven Colbert di The Late Show, Jessica Alba, Bryan Adams ed Eminem, e nel maggio del 2017 balza alla cronaca per aver intrattenuto i coniugi Obama in Toscana in una degustazione in abbinamento con i piatti dello Chef n.1 al mondo Massimo Bottura dell’Osteria Francescana. Intanto, la sua scuola di cucina e vino MaMa Florence, a Firenze, continua instancabilmente la sua ascesa planetaria.

 

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