Gisella Fuochi
2 minuti

Brunello di Montalcino 2008 Salvioni-La Cerbaiola: impossibile da dimenticare

Montalcino è un paese nella provincia di Siena dove si respira la storia del vino toscano e mondiale. Sorge a 564 metri sul mare e domina le valli del fiume Ombrone, Asso e Orcia. È stato per molti anni, tra il XIII e il XVI secolo, conteso tra la Repubblica di Siena e quella di Firenze. Parlare di questo paese crea un associazione diretta con il vino: il Brunello. Certamente è uno dei vini più conosciuti, amati e storicamente importanti. Ha una superficie vitata di di 3500 ettari e 208 produttori imbottigliatori. Fatta questa premessa per capire dove siamo e cosa beviamo, vorrei descrivervi di un’azienda in particolare: Salvioni.

Un po’ di tempo fa, grazie ad un corso sulle varie fasi per produrre vino, sono arrivata in questa piccola realtà ma immensamente affascinante. L’appuntamento era in piazza del Popolo, in centro, quindi il mio pensiero era quello di recarmi ad un punto di ritrovo per poi proseguire per l’azienda. Invece no. Varcata la porta di un palazzo storico e fatti alcuni scalini si arrivò alla cantina. Un posto particolare che trasudava la sua età, con diverse stanze dove ci sono le bottiglie (poche) divise per annata e diverse botti grandi da 18\22 hl. Comunque un’immagine che non ti aspetti ma che improvvisamente mi fece capire quanta passione e quanto lavoro era lì dentro.

Alessia Salvioni, la figlia, ci travolse subito raccontandoci come tutto era cominciato: da un ettaro e mezzo nel podere della Cerbaiola. Giulio, padre e pioniere di famiglia, lavorava all’usl e Mirella, mamma e sostenitrice convinta, faceva l’infermiera. “Due pazzi scatenati” e la prima vendemmia del 1985. Subito un successo, grazie a quella artigianalità e rispetto della vinificazione per la tipologia di uva Sangiovese che in questo angolo di mondo, si esprime come in nessun altro luogo. Da quella cantina, il racconto si spostò in uno dei vigneti.

Andammo a visitare il casale in pietra, totalmente ristrutturato, dove il vino sosta dopo la vendemmia e dove torna per essere imbottigliato. Facemmo anche la conoscenza del fratello David, agrario e parte attiva sulle scelte della conduzione delle vigne. All’ora di pranzo ritornammo in paese ed esattamente accanto a bottiglie d’annata, custodite come tesori, facemmo uno spuntino a base di formaggi e salumi che quasi quasi, avrebbero voluto nascondersi, visto che li accompagnammo con una bottiglia del 2008. Continuando a fare domande e a sentir raccontate piccole parti di vita arrivò Giulio Salvioni. Il suo vino é da sempre ai vertici e le sue 10.000 bottiglie sono un’opera di sensi che diventa una pietra miliare poterlo avere: conoscerlo é stato entusiasmante. Ironico, toscano, pieno di aneddoti e in pace con il mondo. Alla fine di tutto ci ha salutato, regalandoci una bottiglia di ciò che avevamo già bevuto. Ma ha fatto di più. L’ha firmata insieme ad Alessia, quasi a consegnare a quel vetro, la storia di un Brunello di Montalcino che non può essere confuso in quella parte della memoria dove vanno gli incontri occasionali.

Per acquisti: info@tannico.it

 

Gisella Fuochi

 

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