Vera Risi
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Al Gatsby Cafè di Roma per un melting pot di sonorità tzigane e jazz americano

Il Gatsby Cafè è un’esperienza da vivere. Non solo perché si trova nel quartiere più multietnico di Roma, ma anche perché è un interessante bistrot dalle atmosfere nord europee dove non si può non fare un salto almeno una volta. È proprio qui che si fondono sapori esotici con arredi mitteleuropei per creare un luogo insolito. E se tutto questo nasce in uno spazio che è già di per sé un tripudio di stili e tendenze, allora ne scaturisce qualcosa di irripetibile.

Piazza Vittorio è una delle piazze più affascinanti in assoluto di Roma, dove il disegno, creato dal grande architetto Gaetano Koch dopo l’Unità d’Italia, con maestosi palazzi sorretti da portici e colonne, fa da solenne quinta al giardino centrale con i resti del ninfeo di Alessandro. Qui nasce anche l’orchestra Piazza Vittorio, formata da musicisti provenienti da tutto il mondo, simbolo di questa realtà con tutti i suoi negozi multirazziali che creano un interessante crocevia di culture. Un luogo che purtroppo negli ultimi anni ha vissuto un degrado ingiustificato, ma che sta rinascendo proprio grazie all’impegno e alla caparbietà di alcuni imprenditori come i titolari del Gatsby Cafè che, aperto circa tre anni fa, qui offre le sue proposte gastronomiche e musicali.

Un design anni ’50 ricavato da un’antica cappelleria, dove i mobili originali sono stati trasformati per adattarli alla funzione di bar, e dove si organizzano concerti jazz, letture teatrali e vernissage. “Cibo per il corpo e per la mente” recita un sottotitolo del Gatsby Cafè, perché qui è possibile consumare brunch, colazioni, aperitivi, cene o anche un semplice gustoso caffè.

Ma soprattutto si possono ascoltare concerti di artisti dalla raffinata sensibilità, come Terre Gitane, un trio che propone un jazz manouche travolgente, Danilo Cucurullo al microfono, Lorenzo Bucci alla chitarra manouche ed Emiliano Pallottii alla fisarmonica. Il jazz manouche è quel genere musicale che trae le sue origini dalla cultura dei nomadi Manouches, una delle principali famiglie zingare del continente. Una tradizione che mescola la musica gitana, già di per sé melting pot di culture diverse, con le sonorità del jazz americano e la melodia del Valzer Musette francese.

Il trio Terre Gitane nasce dalle macerie dei Gipsy Italien, vanta un disco all’attivo e numerosi concerti e partecipazioni a festival nazionali. Un sound che prende subito alla pancia e al cuore, frutto di mescolanze tra swing e ritmo gitano, con un palpito musicale carico di energica espressività. I Terre Gitane propongono un concerto che spazia tra le note della poesia francese e gli accenti della melodia nord americana, con sapienti focus su artisti come Django Reinhardt, Charles Aznavour, Brassen, Chaplin, Brel, Edith Piaf e Trenet.

Venerdì 26 aprile, Terre Gitane al Gatsby Café, Piazza Vittorio Emanuele II 106, Roma.

 

Vera Risi

La laurea in Scienze Politiche con 110 e lode le apre le porte per un Master in Marketing del terziario avanzato presso Unioncamere. Intanto scrive di musica, arte, tendenze e fermenti culturali sulle più prestigiose testate nazionali: D di Repubblica, Glamour, Cosmopolitan, Fit For Fun, Kult, Il Fatto Quotidiano, l'Unità, e la rivista internazionale Time Out. Diventa poi direttore esecutivo del web magazine Bazar, co-edito da La Stampa e Rai Eri. Per l'Università Lumsa è cultore della materia in Strumenti e Strategia della Comunicazione d'Impresa e responsabile dello Student Placement per il Master in Marketing e Organizzazione degli Eventi. Docente a contratto per la cattedra di Teorie e Tecniche del linguaggio giornalistico presso la Luiss, scrive tre saggi sulla comunicazione (Audino Editore e da Rai Eri). E' autrice di un romanzo arrivato finalista al premio letterario Città di Assisi 2013 mentre, per amore dell'arte e della natura, diventa guida turistica e costruisce percorsi inconsueti dei boschi del Lazio e trekking all'insegna dell'esplorazione e dello storytelling.

 

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